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Ghost bank discovered in Prato: 100 million in drug and merchandise

A hidden illegal bank operating within the industrial district of Prato has been uncovered, allegedly serving organized crime groups such as the Sacra Corona Unita, 'Ndrangheta, Camorra, and Albanian gangs. The operation facilitated up to €100 million annually in illicit transactions involving drugs and textile goods between Chinese companies and other countries. Italian authorities, including the Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) in Florence and the police, executed 41 precautionary measures against 57 suspects, including Chinese, Italian, and Albanian nationals. A preliminary seizure of

Criminalità organizzata

Un “istituto di credito” clandestino al servizio dei clan della sacra corona unita, della ’ndrangheta, della camorra ma anche di gang criminali albanesi

di Redazione Roma

15 giugno 2026

Nascosta nella pancia del distretto industriale di Prato c’era una banca illegale, clandestina, fantasma, al servizio dei clan della sacra corona unita, della ’ndrangheta, della camorra ma anche di gang criminali albanesi. Un “istituto di credito” capace di muovere fino a 100 milioni l’anno di pagamenti in nero di partite di droga e merci tessili tra aziende cinesi. Soldi che correvano tra l’Italia e Paesi esteri. Le indagini dirette dalla Dda di Firenze, guidata dal procuratore Rosa Volpe e condotte dal Servizio Centrale Operativo della Polizia e dalla squadra mobile pratese hanno portato a eseguire 41 misure cautelari (17 in carcere, 16 ai domiciliari e otto con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria). Ben 57 gli indagati. Sono cinesi (in prevalenza), italiani e albanesi.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’organizzazione

Il gip Antonio Pezzuti ha ordinato il maxi-sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per circa 60 milioni di euro. Tra i reati contestati c’è l’associazione per delinquere con l’aggravante della mafiosità per aver agevolato il clan Briganti di Lecce, la ’ndrina Fiarè, Razionale, Gasparro di San Gregorio d’Ippona (Vibo Valentia) e il clan campano Aquino-Annunziata. Un’associazione finalizzata al riciclaggio, al reimpiego dei proventi illecito di spaccio, all’abusiva attività bancaria, al traffico di stupefacenti e all’immigrazione clandestina. Al vertice della banca illegale, secondo gli investigatori, un cinese di 50 anni con numerosi precedenti penali, accusato di partecipazione ad associazione per delinquere finalizzata al commercio di droga in Veneto.

Il meccanismo operativo

Per pagare le partite di droga e la compravendita “in nero” di tessuti tra aziende cinesi, la “banca” usava il sistema di transazione islamica hawala noto in Cina come ’chop-shop’ (moneta volante), che non ha tracciabilità. Si basa sulla fiducia fra intermediari. Un meccanismo virtuale, adoperato anche da clan italiani e albanesi, che consente di trasferire “virtualmente” il denaro senza trasportare i soldi dal mittente al destinatario, da un Paese all’altro. Ma ci si affida una fitta rete di corrieri-raccoglitori di denaro sporco, che viaggiando tra l’Italia e l’estero - Spagna, Francia e Portogallo - concretizzava i pagamenti estero su estero attingendo dalle provviste dei traffici illeciti. Per non far circolare il denaro della droga - a rischio di sequestro nei controlli delle polizie dei vari Stati -, le transazioni venivano fatte usando il denaro realizzato nei flussi di cassa (tutto ’a nero’) delle aziende tessili cinesi del pronto moda, in base ai rapporti intercorrenti fra le industrie di Prato - principale distretto tessile europeo - e i poli produttivi nella penisola Iberica (ditte “pronto moda” a Madrid, Malaga, Valencia, Siviglia).

Traffico di immigrazione clandestina

La procura ha scoperto una stretta connessione d’affari fra il vertice dell’organizzazione - che agiva con modalità da broker - e i gruppi albanesi con necessità di riciclare i proventi del narcotraffico e che ne erano i “clienti”. Inoltre, il presunto capo della banca fantasma è accusato insieme ad altri cinque indagati anche di immigrazione clandestina per aver fatto entrare illegalmente nel territorio italiano, nel luglio 2023, immigrati cinesi. Si riporta il caso di cinque orientali che dovettero pagare 9.500 euro. I migranti, dopo essere atterrati in aereo in Serbia - Paese che non appartiene all’area Schengen e che non chiede il visto di ingresso per chi viene dalla Cina -, avrebbero alloggiato a Belgrado in b&b sotto controllo cinese, poi furono portati in Italia con un giro indiretto, passando da Ungheria e Slovenia. Destinazioni finali Prato, Torino e Sommacampagna (Verona).

Riproduzione riservata

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Read the full article at Il Sole 24 Ore
Source document: Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Firenze

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Il Sole 24 OreIndependent🔒Center5 days ago
Ghost bank discovered in Prato: 100 million in drug and merchandise

A hidden illegal bank operating within the industrial district of Prato has been uncovered, allegedly serving organized crime groups such as the Sacra Corona Unita, 'Ndrangheta, Camorra, and Albanian gangs. The operation facilitated up to €100 million annually in illicit transactions involving drugs and textile goods between Chinese companies and other countries. Italian authorities, including the Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) in Florence and the police, executed 41 precautionary measures against 57 suspects, including Chinese, Italian, and Albanian nationals. A preliminary seizure of

Bias read (Center): The article reports on an investigation into an illegal financial network linked to organized crime without apparent ideological or political framing. It presents facts derived from law enforcement actions and does not exhibit biased language or selective emphasis.

Official sources cited

  • government Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Firenze

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  • governmentDirezione Distrettuale Antimafia (Dda) di Firenze