Un tribunale di Hong Kong ha condannato due importanti attivisti pro-democrazia per il loro ruolo nell'organizzazione di veglie annuali per commemorare la repressione della piazza Tiananmen del 1989, trovandoli colpevoli di "incitamento alla sovversione" ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale cinese (NSL). Lee Cheuk-yan, 69 anni, e Chow Hang-tung, 41 anni, erano tra le figure chiave dell'ormai defunta Alleanza di Hong Kong a sostegno dei movimenti democratici patriottici della Cina, che aveva a lungo guidato queste commemorazioni. Il verdetto, pronunciato da tre giudici della sicurezza nazionale nominati dal governo, segna una significativa escalation nell'applicazione della NSL contro il dissenso a Hong Kong.
La condanna è seguita a un processo che si è concentrato sull'uso ripetuto da parte degli attivisti dell'espressione "porre fine alla dittatura di un solo partito" durante i raduni pubblici. Secondo la sentenza di 16 pagine, questo linguaggio è stato ritenuto sufficiente per violare l'NSL, anche se gli imputati non si sono impegnati in azioni violente o hanno esplicitamente sostenuto il cambiamento forzoso. I giudici hanno sostenuto che gli attivisti avevano l'obiettivo di minare la fiducia del pubblico nel Partito Comunista Cinese (PCC) e destabilizzare il quadro politico della regione. Hanno sottolineato che l'intento dietro le dichiarazioni, piuttosto che i mezzi utilizzati, costituiva una violazione della legge.
Lee e Chow sono stati accusati di incitamento alla sovversione del potere statale, un crimine punibile con fino a 10 anni di carcere sotto la NSL. Entrambi avevano precedentemente ricoperto posizioni di leadership all'interno dell'Alleanza di Hong Kong, che aveva organizzato veglie annuali in memoria degli eventi del 1989 per decenni. Queste veglie, una volta considerate un segno distintivo della relativa autonomia di Hong Kong, sono diventate sempre più limitate dopo l'entrata in vigore della NSL nel giugno 2020. La legge, introdotta nel 2019 in mezzo a proteste pro-democrazia diffuse, ha concesso un'autorità estesa sia al governo centrale che alle autorità locali per sopprimere le attività ritenute minacce alla sicurezza nazionale.
Albert Ho, un altro ex leader dell'Alleanza di Hong Kong ed ex presidente del più grande partito di opposizione della città, si è dichiarato colpevole in precedenza per la stessa accusa. Era stato anche una figura centrale negli sforzi dell'organizzazione per commemorare annualmente gli eventi di Tiananmen. Il suo caso, tuttavia, è stato risolto attraverso un patteggiamento, mentre Lee e Chow hanno affrontato un processo più formale. Sia Lee che Ho sono in custodia dal 2021, in attesa della sentenza.
L'Alleanza di Hong Kong aveva svolto un ruolo fondamentale nel mantenere la memoria pubblica degli eventi del 1989, nonostante la crescente pressione delle autorità. Il suo scioglimento nel 2020 ha segnato un punto di svolta nella soppressione delle attività politicamente sensibili nel territorio. La NSL, che criminalizza la secessione, la sovversione, il terrorismo e la collusione con forze straniere, è stata ampiamente utilizzata per colpire i critici del governo cinese. La legge ha effettivamente ridotto le libertà di riunione, di parola e di stampa, ridisegnando il panorama politico di Hong Kong. Il processo di Lee e Chow sottolinea le implicazioni più ampie della NSL sulle libertà civili nella regione.
Gli esperti legali hanno notato che l'interpretazione di termini come "sovversione" e "incitamento" è diventata sempre più ampia, consentendo alle autorità di giustificare gli arresti sulla base di sfide ideologiche percepite alla regola del PCC. Questo approccio ha suscitato critiche da parte di organizzazioni internazionali per i diritti umani, che sostengono che la legge mina il principio di "un paese, due sistemi", una pietra miliare della struttura di governo di Hong Kong.
Nel frattempo, le condanne inviano un chiaro messaggio ai dissidenti e ai gruppi di difesa rimasti sui rischi associati alla sfida allo status quo a Hong Kong.
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