Il tribunale supremo di Hong Kong ha condannato due organizzatori di veglie annuali per commemorare la repressione delle proteste pro-democrazia del 1989 a Pechino, segnando un'altra escalation nel controllo più stretto della città sul dissenso. Chow Hang-tung, 41 anni, e Lee Cheuk-yan, 69 anni, sono stati trovati colpevoli di "incitamento alla sovversione" ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong. Il verdetto è stato emesso dal tribunale supremo della città, che ha stabilito che gli attivisti avevano incoraggiato gli altri a impegnarsi in attività illegali volte a minare l'autorità statale. Le loro azioni, secondo la sentenza, cercavano di porre fine alla "dittatura di un partito", violando così la costituzione cinese.
Durante il processo, Chow e Lee hanno negato le accuse, sostenendo che la loro richiesta di "cambiamento democratico" non escludeva la leadership del Partito Comunista. Hanno sostenuto che i loro sforzi erano nonviolenti e finalizzati a riforme pacifiche piuttosto che a destabilizzare il governo. Un terzo imputato, l'ex legislatore di 74 anni Albert Ho, si è dichiarato colpevole all'inizio di quest'anno, portando probabilmente a una pena ridotta.
La condanna arriva in un momento di crescente tensione politica a Hong Kong, dove i raduni pubblici sono sempre più limitati dall'imposizione della legge sulla sicurezza nazionale nel 2020. Tale legislazione, introdotta dal governo centrale cinese, criminalizza atti ritenuti minacce alla sicurezza nazionale, tra cui la difesa della democrazia o la critica al governo. La veglia, che si tiene ogni anno a Victoria Park, un tempo attirava migliaia di partecipanti, servendo come una delle poche vie legali per i residenti di Hong Kong per piangere pubblicamente le vittime della repressione del 4 giugno 1989.
La Germania e la Francia hanno condannato congiuntamente la sentenza, esprimendo profonda preoccupazione per le implicazioni per i diritti umani e le libertà democratiche a Hong Kong. In una dichiarazione condivisa, i governi di Berlino e Parigi hanno chiesto il rilascio immediato di Chow, che ha ricevuto il premio franco-tedesco per i diritti umani e lo stato di diritto nel 2023. L'Unione europea ha anche esortato le autorità di Hong Kong a preservare lo spazio per la società civile indipendente e garantire la libertà di espressione e di riunione.
Allo stesso modo, Amnesty International ha criticato la sentenza come parte di una più ampia campagna per cancellare l'eredità degli attivisti dell'era Tiananmen, definendola una "pietra miliare oscura" nella soppressione del dissenso.
Il caso evidenzia anche il crescente controllo internazionale del sistema giudiziario di Hong Kong, in particolare per quanto riguarda la sua indipendenza e l'adesione al giusto processo. Mentre il governo cinese sostiene che la legge è necessaria per salvaguardare la stabilità, i critici sostengono che è stata utilizzata per mettere a tacere l'opposizione e sopprimere la libertà di parola.
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