Alta tensione
In piazza il Comitato Remigrazione e Riconquista, i Pro Vita, organizzazioni sindacali e antifasciste e i movimenti studenteschi
di Pietro Menzani
13 giugno 2026
Migliaia di agenti, droni, elicotteri e controlli in aeroporti, scali ferroviari e stazioni della metro. Roma si prepara ai quattro cortei che nel pomeriggio di oggi, secondo le stime preliminari, porteranno nelle vie della Capitale un totale di circa ventimila manifestanti. Sono attesi anche arrivi da altre città italiane e dall’estero.
In risposta al corteo per la remigrazione, avranno luogo due manifestazioni organizzate da una composita galassia di realtà sindacali, associative e della società civile. Sfileranno poi per le vie della città i sostenitori delle politiche Pro Vita. Tre delle manifestazioni si terranno nel centro storico, una - quella per la remigrazione - nel rione Prati.
Le misure di sicurezza sono state messe a punto nell’ambito di un tavolo tecnico in Questura dopo settimane di interlocuzione con gli organizzatori delle mobilitazioni e sono state studiate per evitare tensioni e contatti tra gruppi contrapposti. Sono previste anche modifiche alla viabilità e al trasporto pubblico.
Remigrazione
Il corteo che desta maggiori preoccupazioni è quello a sostegno delle politiche di remigrazione. Si svolgerà a Prati ed è prevista la presenza di circa 4mila manifestanti, che si sono dati appuntamento alle 15 in piazza della Libertà, da cui si muoveranno verso piazza Risorgimento passando per via Cola di Rienzo. A promuovere l’evento è il Comitato Remigrazione e Riconquista, nato come iniziativa congiunta di quattro realtà fondatrici: CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, VFS e Brescia ai Bresciani.
«La manifestazione - si legge sul sito del Comitato - nasce per conferire il massimo slancio istituzionale a una proposta di legge di iniziativa popolare che ha già ampiamente superato, triplicandole, le firme necessarie per il deposito in Parlamento. Il consenso popolare è ormai un dato di fatto; ora deve tradursi in legge. Rivolgiamo un appello a tutti gli italiani che rifiutano la rassegnazione e desiderano restituire dignità alla Nazione. Il nostro invito supera ogni divisione ed è esteso a realtà sociali, associazioni, movimenti, partiti, parlamentari e amministratori locali che intendono battersi concretamente per porre un argine definitivo all’immigrazione incontrollata. Sarà un evento trasversale e l’unica bandiera ammessa sarà il Tricolore».
La risposta dell’opposizione
Sempre alle 15, da via dei Fori Imperiali partirà una manifestazione di risposta a quella del fronte per la remigrazione che vede fianco a fianco sigle sindacali e associazioni antifasciste. Si prevedono 5mila manifestanti. A questi si sommano altre 5mila persone radunate da collettivi studenteschi e movimenti di lotta per la casa che si troveranno invece alle 14 a piazzale del Verano e che sfileranno fino a piazzale di Porta Pia, dove si trova il ministero dei Trasporti.
Numerosi esponenti politici dell’opposizione hanno espresso parole di ferma condanna nei confronti dell’iniziativa del Comitato Remigrazione e Riconquista: Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra ha definito la manifestazione «uno schifo assoluto», aggiungendo che «fa bene chi la contesterà difendendo i valori fondanti della nostra Costituzione».
La senatrice romana del Partito Democratico Cecilia D’Elia ha aggiunto che «Roma è una città democratica che non si piega alle incursioni dell’ultra destra, di un’associazione i cui propositi contraddicono i pilastri di convivenza civile della Carta, in cui tutti noi crediamo»
Dello stesso avviso è Linda Meleo, coordinatrice romana del Movimento 5 Stelle e capogruppo in assemblea capitolina: «La bellezza e identità del nostro paese è stata costruita proprio grazie all’intreccio di culture diverse, è in questa diversità che sta la nostra ricchezza. A Roma e in Italia c’è posto per chiunque voglia contribuire con onestà alla vita sociale, economica e politica del paese, quelli per cui non c’è posto sono invece coloro che, per ignoranza o convenienza politica, dimenticano le nostre radici e quando a migrare eravamo noi».
I Pro Vita
Infine, alle 14 da piazza della Repubblica si muoverà il corteo dei Pro Vita, che dovrebbe giungere a piazza di Porta San Giovanni alle 19. Come spiegato sul sito della “Manifestazione nazionale per la vita”, una delle rivendicazioni chiave del corteo riguarda l’aborto, considerato una «ferita» che «cagiona tanta povertà: alla donna per la maternità negata, all’uomo per la paternità svilita, alla famiglia per l’accoglienza fallita; alla società che vede colpito il vincolo di solidarietà che è fondamento della convivenza umana».
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