L'Unione Europea ha introdotto una nuova tariffa di elaborazione di due euro per ogni articolo importato da paesi non membri dell'UE tramite piattaforme online come Shein, Temu e AliExpress. Questa misura mira a contenere l'aumento dei pacchi a basso costo che entrano nel blocco, che nel 2025 ha raggiunto i sei miliardi di spedizioni, di cui il 90% proveniente dalla Cina. Sebbene gli importatori e i rivenditori online siano direttamente responsabili del pagamento della tariffa, gli esperti del settore avvertono che questi costi saranno probabilmente trasferiti ai consumatori attraverso prezzi più alti, in particolare per i prodotti a basso margine di profitto. Questa nuova tariffa si aggiunge ai dazi doganali già in vigore dal mese di luglio, che hanno eliminato la precedente soglia di esenzione fiscale di 150 euro per le piccole spedizioni. Le associazioni di categoria sostengono che l'aumento complessivo dei costi di importazione rende improbabile che le piattaforme possano assorbire queste spese a lungo termine, suggerendo che le entrate generate dovrebbero essere reinvestite nel modernizzare i sistemi di controllo del mercato.
Lettura del bias (Centro): L'articolo mantiene un tono neutrale, presentando la modifica normativa in modo oggettivo e bilanciando le diverse prospettive: da un lato, i dirigenti delle associazioni di categoria che prevedono aumenti dei prezzi, e dall'altro, coloro che sostengono la necessità di una maggiore supervisione del mercato.






