L'emergente scena horror della Nuova Zelanda ha trovato una voce unica attraverso due film recenti, Mārama e Mum, I'm Alien Pregnant, entrambi presentati al Melbourne International Film Festival. Questi film rappresentano un cambiamento nel paesaggio cinematografico del paese, offrendo narrazioni audaci che sfidano le convenzioni horror tradizionali e esplorano temi di identità, colonizzazione e autonomia corporea. Mentre i titoli suggeriscono generi estremamente divergenti, vendetta gotica e horror del corpo, la loro attenzione condivisa alla narrazione culturale e ai metodi di narrazione non convenzionali segna una tendenza che definisce il cinema neozelandese.
Mum, I'm Alien Pregnant, diretto dal duo cinematografico Thunderlips di Auckland, racconta la storia di una donna millenaria senza direzione che rimane inaspettatamente incinta dopo aver incontrato il suo vicino, un uomo imbarazzante con un pene alieno tentacolare. Il film mescola umorismo scuro con orrore del corpo, ritraendo la lotta della protagonista contro professionisti medici sprezzanti, membri della famiglia prepotenti e fenomeni fisiologici bizzarri come episodi incontrollabili di spruzzo di latte materno. Il tono del film è descritto come stravagante, grottesco ed estremamente arrapato, una combinazione che lo rende difficile da commercializzare ma che risuona anche con il pubblico alla ricerca di narrazioni non convenzionali.
La produzione del film ha coinvolto effetti pratici, tra cui un pene alieno che l'attore Arlo Green ha dovuto essere fisicamente cucito durante le riprese. Nonostante il suo argomento controverso, il film ha ricevuto il plauso della critica ed è stato finanziato dalla New Zealand Film Commission prima di essere accettato al Sundance. Nel frattempo, Mārama, diretto da Taratoa Stappard, presenta una narrazione gotica incentrata su una donna Māori che viaggia in una grande tenuta nell'Inghilterra del XIX secolo per scoprire la verità sul patrimonio. Il film esplora l'impatto persistente del colonialismo sulle culture indigene, raffigurando le esperienze inquietanti del protagonista tra manufatti Māori rubati e visioni inquietanti.
Stappard osserva che mentre sono stati prodotti numerosi film maori, pochi si sono concentrati su storie dirette da donne ambientate al di fuori della Nuova Zelanda, nonostante le prove storiche della migrazione maori in Gran Bretagna durante l'epoca della colonizzazione europea. Mārama è posizionato come uno dei primi film ad affrontare questa storia sottorappresentata, offrendo un ritratto sfumato dello spostamento culturale e della resistenza. Entrambi i film riflettono un movimento più ampio nel cinema neozelandese verso la presa di rischio e l'autenticità culturale.
Filmmaker come Jordan Mark Windsor e Sean Wallace di Thunderlips sottolineano che il loro lavoro rappresenta un allontanamento dall'horror in stile hollywoodiano, che spesso dà la priorità ai jump scares rispetto alla profondità tematica.
Mārama ha vinto il Grand Jury Prize al Seattle International Film Festival, mentre Mum, I m Alien Pregnant ha vinto il Best First Feature al Canada's Fantasia International Film Festival. Tali riconoscimenti evidenziano il crescente appetito per narrazioni diverse e stimolanti, suggerendo che i cineasti neozelandesi stanno iniziando a ritagliarsi uno spazio distinto nel genere horror globale.
Sia attraverso il surreale body horror di Mum, I'm Alien Pregnant o l'inquietante realismo gotico di Mārama, questi film rappresentano una nuova ondata di creatività che sta rimodellando il panorama del cinema dell'orrore.
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