Un nuovo frammento dell'Odissea di Omero, risalente al III secolo a.C., ha rivelato tre righe di testo che non si trovano nella versione moderna dell'epica. L'antico papiro, conservato al Metropolitan Museum of Art di New York, fornisce la prova che l'Odissea originale non esisteva in una forma unificata durante i suoi primi anni. Questa scoperta sfida le ipotesi di lunga data su come l'epica sia stata composta e trasmessa nel tempo. Il frammento è stato scoperto nel 1902 durante gli scavi in una necropoli in Egitto.
Il papiro contiene tre righe del ventesimo libro dell'Odissea, che sono assenti dalla versione standardizzata dell'epopea che è ampiamente accettata oggi. Queste righe suggeriscono che tradizioni orali e variazioni esistevano prima che il testo fosse fissato in una sola narrazione coesa. Il frammento è scritto su papiro, un materiale di scrittura comune nell'antichità. Gli antichi greci usavano il papiro per registrare vari testi, dai documenti legali alle opere letterarie.
Secondo Sean Hemmingway, curatore dell'arte greca e romana al Met, queste linee aggiuntive probabilmente riflettono la trasmissione orale dell'epopea. Poeti o narratori diversi avrebbero potuto alterare o aggiungere elementi al racconto mentre lo recitavano, risultando in più versioni della stessa storia. Il periodo in cui questo frammento è stato creato coincide con l'ascesa della Biblioteca di Alessandria, istituita dai governanti tolemaici poco dopo la morte di Alessandro Magno. Il III secolo a.C. ha segnato un'epoca cruciale per la conservazione e l'organizzazione della letteratura greca. La biblioteca è diventata un centro centrale per la raccolta e lo studio dei testi omerici in tutto il mondo ellenistico.
Le opere di Omero erano considerate fondamentali per la letteratura greca, e la biblioteca ospitava varie copie delle sue epopee provenienti da diverse regioni, tra cui Ios, Argos e Sinope. Uno dei compiti principali assegnati agli studiosi della Biblioteca di Alessandria era quello di stabilire una versione più affidabile e standardizzata delle epopee di Omero.
Gli studiosi hanno a lungo discusso le origini e l'evoluzione della poesia omerica. Alcuni sostengono che l'Iliade e l'Odissea furono originariamente composte come esecuzioni orali separate, successivamente compilate nelle loro forme attuali. Altri ritengono che le epopee siano state sottoposte a estese modifiche e revisioni nel corso dei secoli. La scoperta di questo frammento aggiunge nuovi strati a questo dibattito, offrendo prove tangibili che le variazioni nel testo persistevano fino al periodo classico. La presenza del frammento in Egitto solleva domande sul ruolo degli scribi e degli studiosi egiziani nel preservare e trasmettere la letteratura greca.
Mentre gran parte della vita culturale e intellettuale del mondo ellenistico era incentrata sulla Grecia e sul Mediterraneo, l'Egitto ha svolto un ruolo vitale nel mantenere e diffondere la conoscenza. La dinastia tolemaica, che governò l'Egitto dopo le conquiste di Alessandro, promosse la cultura greca integrando le tradizioni locali.
Questo particolare pezzo di papiro serve come finestra su un tempo in cui l'Odissea era ancora in evoluzione, piuttosto che essere fissata nella sua forma finale.
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