Vladimir Putin ha visitato i resti del principe guerriero russo Dmitry Donskoy, scoperti durante i lavori di restauro presso la Cattedrale dell'Arcangelo nel Cremlino, Mosca, il 20 agosto 2026. La scoperta è avvenuta in una cripta sotto la parete meridionale della cattedrale, che ha a lungo servito come luogo di sepoltura per oltre 40 zar e principi russi. I resti del principe sono stati trovati in un sarcofago il cui coperchio era stato diviso in quattro parti. Gli archeologi hanno notato che il corpo era coperto di pezzetti di pietra bianca e di malta, suggerendo che il sarcofago era crollato nel tempo.
Secondo la Chiesa ortodossa russa, i resti ben conservati appartenevano a un uomo alto circa 180 centimetri, morto per cause naturali tra i 35 e i 45 anni. Questi risultati corrispondevano alle descrizioni di fonti scritte e ai resoconti storici della vita del principe. La chiesa ha dichiarato che i resti erano quasi completi, offrendo un raro sguardo nel passato. Durante la sua visita, Putin ha acceso una candela all'interno della cattedrale affrescata e si è posto accanto al sarcofago in pietra bianca.
L'Istituto russo di archeologia dell'Accademia russa delle scienze ha confermato che i resti sono stati trovati in una cripta, contrariamente alle ipotesi precedenti che si trovavano altrove nella cattedrale. La scoperta è avvenuta nell'ambito degli sforzi di restauro in corso volti a preservare il sito storico.
"Nulla è stato rimosso", ha detto, sottolineando lo sforzo di preservare i resti così come sono stati trovati. I resti tessili e i frammenti dei resti sono stati raccolti per ulteriori analisi, anche se l'obiettivo principale era quello di mantenere l'integrità del sito. Donskoy ha svolto un ruolo fondamentale nella storia russa. Come governante dei principati di Moscova e Vladimir, ha gettato le basi per il futuro stato russo. La sua leadership ha incluso la supervisione della costruzione della prima fortezza del Cremlino in pietra, l'espansione del territorio di Moscova e la guida di una vittoria decisiva contro l'orda mongola nella battaglia di Kulikovo nel 1380.
Questa battaglia, combattuta vicino al fiume Don, è ricordata come un punto di svolta nella storia russa, segnando l'inizio dell'indipendenza del paese dal dominio mongolo. La scoperta dei resti di Donskoy aggiunge un legame tangibile a questo periodo critico della storia russa. Sottolinea il significato duraturo del Cremlino come centro politico e culturale. La Cattedrale dell'Arcangelo, una delle più antiche chiese di Mosca, ha assistito a numerosi momenti della storia russa, e lo scavo dei resti di Donskoy sottolinea il suo ruolo come deposito del patrimonio nazionale.
L'identificazione dei resti è stata annunciata dalla Chiesa ortodossa russa, che ha sottolineato l'accuratezza dei risultati. I testi storici descrivono Donskoy come una figura chiave nel consolidamento del potere nella regione, e la sua eredità continua a influenzare l'identità moderna russa. La conservazione dei suoi resti offre agli studiosi e agli storici un'opportunità unica per studiare la cultura materiale del tardo medioevo. Ulteriori analisi dei tessuti e di altri manufatti associati ai resti potrebbero fornire nuove intuizioni sugli abiti, i rituali e la vita quotidiana dell'epoca.
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