Trump Media & Technology Group, la compagnia controllata dall'ex presidente Donald Trump, sta affrontando una causa federale per il suo piano di vendere l'accesso anticipato ai post di Truth Social del presidente per ben 100.000 dollari al mese.
La causa è stata intentata da The Intercept e dalla Freedom of the Press Foundation, insieme al supporto legale di Citizens for Responsibility and Ethics in Washington (CREW), della Media Freedom & Information Access Clinic della Yale Law School e del Public Integrity Project Fund. La causa sostiene che l'API Truth del presidente, un feed di dati in tempo reale dei suoi e dei suoi principali consiglieri sui social media, crea un vantaggio ingiusto per coloro che possono permettersi di pagare per un accesso più rapido. In tal modo, viola i diritti del Primo Emendamento dei giornalisti e del pubblico in generale per ottenere pari accesso alle comunicazioni ufficiali.
L'argomentazione principale si basa sull'idea che al presidente non dovrebbe essere permesso di trarre profitto dalle sue dichiarazioni pubbliche, in particolare da quelle che potrebbero influenzare i mercati finanziari. I querelanti sostengono che un tale sistema nega ai cittadini ordinari e ai giornalisti non paganti lo stesso accesso alle informazioni critiche di coloro che possono permettersi di pagare.
McGurn ha affermato che il servizio si allinea con i modelli esistenti utilizzati dalle aziende tecnologiche e finanziarie e che rappresenta una mossa strategica per generare entrate ricorrenti per l'azienda. McGurn ha anche notato che il servizio è nelle sue prime fasi, anche se ha confermato che l'azienda ha già ottenuto più di 10 accordi con i clienti dal suo lancio a fine luglio.
La causa evidenzia che la partecipazione del presidente, originariamente valutata a $ 4 miliardi all'inizio del 2025, è scesa a circa $ 1 miliardo a causa delle scarse prestazioni finanziarie della società.
I critici sostengono che questo modello suggerisce una tendenza più ampia di utilizzare l'ufficio pubblico per manipolare i mercati per guadagni personali e aziendali. Gli esperti legali avvertono che il caso potrebbe stabilire un precedente per quanto riguarda i limiti del potere presidenziale in relazione alle informazioni pubbliche. Mentre la causa si concentra sulla costituzionalità del servizio, solleva anche domande sul fatto che il presidente possa legalmente sfruttare la sua posizione per creare canali esclusivi per la distribuzione di informazioni governative.
Mentre la battaglia legale si svolge, le azioni di Trump Media continuano a lottare. Le azioni hanno perso circa il 49% del loro valore nell'ultimo anno, riflettendo lo scetticismo degli investitori sulla redditività del modello di business della società.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore