Un tribunale amministrativo francese ha respinto un nuovo ricorso presentato dalla giornalista russa Xenia Fedorova contro la sua espulsione dal paese, secondo quanto riportato questa settimana. La decisione arriva dopo che un tribunale di Parigi ha respinto una richiesta di sospensione della sua espulsione, citando motivi di urgenza insufficienti. Fedorova, che attualmente si trova all'estero, rischia di essere espulsa a seguito di accuse che la donna ha agito come canale per campagne di disinformazione orchestrate dalle autorità russe volte a destabilizzare l'ordine pubblico in Francia. Il rifiuto dell'ultima contestazione legale segue un precedente ricorso all'inizio di agosto, che è stato anche respinto dal tribunale.
Il caso era stato esaminato in base a un diverso quadro procedurale, noto come "reféré-liberté", ed è stato anch'esso respinto a causa della mancanza di una "emergenza estrema", un prerequisito per tali procedimenti.
Il team legale di Fedorova, guidato dall'avvocato Emmanuel Piwnica, ha sostenuto durante l'udienza di giovedì che le misure prese contro la sua cliente, compresa la sua espulsione e il congelamento dei suoi beni per sei mesi, erano sia illegali che sproporzionate. Ha affermato che non vi erano prove che la sua presenza in Francia costituisse una minaccia per l'ordine pubblico o gli interessi nazionali. Nonostante queste argomentazioni, la corte ha mantenuto la sua posizione, affermando che l'urgenza richiesta per una sospensione non poteva essere stabilita. Le accuse contro Fedorova derivano da accuse che lei ha servito come piattaforma per gli sforzi di disinformazione sostenuti dallo stato russo destinati a minare la stabilità in Francia.
Fedorova, 45 anni, è stata una figura di spicco nei circoli mediatici russi e in precedenza ha lavorato come commentatore e analista. La sua espulsione ha attirato l'attenzione sia dei sostenitori che dei critici, con alcune preoccupazioni per le implicazioni per la libertà di espressione e l'indipendenza giornalistica.
Altri sostengono che il suo presunto ruolo nella diffusione di disinformazione giustifica le misure legali adottate contro di lei. La battaglia legale in corso evidenzia la complessa interazione tra preoccupazioni di sicurezza nazionale e diritti individuali nella giurisprudenza europea contemporanea. Mentre la corte ha deciso di sospendere l'espulsione di Fedorova, ha lasciato aperta la possibilità di un ulteriore controllo giudiziario. Ciò significa che il caso può ancora procedere attraverso altri canali legali, portando potenzialmente a un esame più dettagliato delle prove presentate da entrambe le parti.
Secondo gli esperti giuridici, l'esito del prossimo ricorso au fond, un ricorso fondato sul merito, dipenderà in larga misura da come il giudice interpreterà la natura delle attività di Fedorova e se esse soddisfino la soglia per mettere in pericolo l'ordine pubblico.
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