Il 31 luglio è entrata ufficialmente in vigore la direttiva dell'Unione europea contro l'obsolescenza pianificata, che segna un importante cambiamento nei diritti dei consumatori in tutti gli Stati membri. La regola impone ai produttori di riparare i prodotti anche oltre il periodo di garanzia legale, a condizione che siano tecnicamente utilizzabili. Ciò si applica a una vasta gamma di prodotti tra cui lavatrici, aspirapolvere, biciclette elettriche e smartphone. La direttiva mira a combattere la pratica di progettare prodotti con una durata di vita limitata per incoraggiare la sostituzione frequente, spesso indicata come obsolescenza pianificata.
La direttiva è stata adottata due anni fa e impone ai paesi dell'UE di attuare le leggi nazionali in linea con i suoi principi. In base alle nuove norme, i consumatori che desiderano far riparare i loro apparecchi possono aspettarsi servizi gratuiti o a prezzi ragionevoli. Se un prodotto è ancora in garanzia, la garanzia verrà automaticamente estesa di un anno. Per i prodotti fabbricati al di fuori dell'UE, l'obbligo ricade sugli importatori o distributori all'interno del blocco. I produttori sono inoltre tenuti a fornire pezzi di ricambio originali e manuali tecnici a riparazioni di terze parti, garantendo una maggiore accessibilità per i tecnici indipendenti.
Elisa Nicoli, un'attivista ambientale conosciuta online come Eco Narratrice, mette in evidenza le preoccupazioni comuni tra i consumatori. Lei osserva che molte persone si sentono incapaci o non desiderosi di riparare i loro dispositivi, citando costi elevati, mancanza di conoscenze o difficoltà a trovare professionisti qualificati. La direttiva affronta questi problemi stabilendo linee guida chiare per la riparabilità e l'accessibilità economica.
Questa piattaforma servirà come database centralizzato per le informazioni sulla riparazione, consentendo agli utenti di localizzare servizi di riparazione certificati e accedere alle risorse necessarie. Accanto a questa iniziativa digitale, viene promosso il concetto di "Repair Cafés", spazi gestiti dalla comunità in cui i volontari aiutano a fissare oggetti domestici che altrimenti finiscono in discarica. Questi caffè mirano a promuovere una cultura di sostenibilità e auto-riparazione, riducendo i rifiuti elettronici e promuovendo pratiche di economia circolare. In Italia, il processo di attuazione è stato esteso per consentire più tempo per l'adattamento. Un decreto legislativo che modifica il Codice del consumo ha avuto la sua scadenza rinviata di altri tre mesi.
Il progetto di legge garantisce che i contratti firmati a partire da oggi saranno protetti dalle nuove norme, ma la commissione per l'industria del Senato ha proposto un periodo di transizione per alleggerire l'onere per le piccole imprese.
Il successo della politica dipenderà da quanto efficacemente i governi e gli attori del settore collaborino per sostenere sia i consumatori che i professionisti della riparazione.Con il lancio della piattaforma online e l'espansione dei Repair Cafés, l'UE sta compiendo un passo significativo verso la possibilità di rendere la riparazione un'opzione praticabile e accessibile per tutti.
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