L'amministrazione sotto il presidente Donald Trump ha a lungo sostenuto che l'imposizione di tariffe renderebbe l'America più ricca, ma due anni e mezzo dopo l'assunzione dell'incarico, l'impatto economico rimane poco chiaro. Con le elezioni di medio termine che si avvicinano, il dibattito su chi porta veramente il costo di queste barriere commerciali continua ad intensificarsi. Il governo degli Stati Uniti, nonostante le sfide legali, tra cui una sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato incostituzionale la legislazione tariffaria chiave, ha persistito nei suoi sforzi per rimodellare le regole del commercio internazionale a favore degli interessi nazionali.
Le tariffe, che Trump ha definito "la parola migliore nel dizionario", sono state inizialmente concepite come un mezzo per proteggere le industrie americane, creare posti di lavoro e ridurre il deficit commerciale. Tuttavia, dati recenti suggeriscono che l'onere di queste politiche è ricaduto in gran parte sui consumatori piuttosto che sugli esportatori stranieri. Secondo gli economisti, la maggior parte dei costi aggiuntivi imposti dalle tariffe sono stati trasferiti alle famiglie americane attraverso prezzi più elevati per beni che vanno dall'abbigliamento all'elettronica e ai veicoli.
Carlo Altomonte, professore di economia presso l'Università Bocconi, spiega che mentre alcune aziende inizialmente assorbevano l'aumento dei costi delle merci importate, questo effetto è diminuito nel tempo. Man mano che più importazioni sono diventate soggette a tariffe, le imprese hanno iniziato a trasferire queste spese direttamente ai consumatori. Questo fenomeno, noto come "pass-through", ha portato a aumenti misurabili dei prezzi al consumo.
Gli aumenti immediati dei prezzi sono spesso visibili quando le tariffe mirano a prodotti finiti come caffè, smartphone o banane. Al contrario, le tariffe sugli input intermedi, come componenti elettronici o acciaio, tendono ad avere impatti meno evidenti sui prezzi finali al consumatore. La Federal Reserve stima che ci vogliono circa sette mesi perché il costo totale delle tariffe si filtri nei prezzi al consumatore. Nonostante l'aumento dei prezzi, l'economia in generale ha mostrato resilienza.
I guadagni di produttività hanno anche contribuito a prestazioni economiche sostenute, con l'S&P 500 che ha raggiunto livelli record più volte durante il periodo. Tuttavia, la fiducia dei consumatori ha subito un calo significativo, con l'Indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan che ha raggiunto livelli non visti dalla seconda guerra mondiale. Mentre l'economia è cresciuta, le conseguenze sociali e politiche delle tariffe rimangono controverse. Molti americani sentono la pressione finanziaria dei prezzi più alti, in particolare in categorie essenziali come cibo, alloggi e trasporti.
Nel frattempo, l'amministrazione continua a difendere le sue politiche commerciali, sostenendo che sostengono la competitività industriale a lungo termine e la sicurezza nazionale. Le battaglie legali sulla costituzionalità di alcune tariffe persistono, con discussioni in corso su potenziali riforme legislative per affrontare le decisioni passate.
Ciò che è chiaro, tuttavia, è che il dibattito sulla politica commerciale e il suo impatto sulla vita quotidiana è tutt'altro che finito.
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