Tabaccai sempre più spinti ad abbandonare servizi utili al cittadino: dopo le ricariche telefoniche, ora è il momento delle marche da bollo, indispensabili per rinnovo passaporti, fatture cartacee, ricevute sanitarie, contratti e certificati anagrafici
Guai in arrivo nei prossimi mesi per chi deve rinnovare il passaporto, emettere fatture e ricevute cartacee, richiedere certificati anagrafici cartacei e molto altro ancora. A lanciare l’allarme sono tabaccherie e associazioni di tabaccai, che garantiscono che in futuro sarà sempre più difficile per i cittadini italiani trovare tabaccherie che emettano marche da bollo , indispensabili per molte pratiche burocratiche. Troppo basso il margine sul servizio offerto, già molto ridotto dall’imposizione dell’ accettazione del pagamento elettronico . Risale però a quest’anno la stangata finale che ha convinto molti tabaccai ad abbandonare il servizio, in un momento storico che ha già visto chiudere 4mila punti vendita in soli due anni.
Nuovi macchinari e investimenti anti-economici
Lis Holding , società acquisita nel 2022 da Poste Italiane , che fornisce i terminali telematici (noti come LISPrinter ) utilizzati nelle tabaccherie e nei punti vendita, lo ha definito un «processo di ammodernamento dei terminali utilizzati per l’emissione dei Valori Bollati». Nella sostanza, si tratta di una doppia alternativa per gli esercenti: da una parte, mantenere il vecchio macchinario, un apparecchio Olivetti con una tecnologia ormai vecchia di quasi quindici anni, pur sapendo che a partire dal 1° marzo 2026 non sarebbe più stata garantita l’assistenza in caso di guasti. Dall’altra, scegliere di ricevere quello nuovo al costo di 500 euro più Iva per l’attivazione. In questa seconda evenienza, i titolari avrebbero potuto decidere se corrispondere la somma a rate (36 rate mensili di 13,89 euro oltre Iva per un costo complessivo 500,04 euro + Iva), scegliendo il pagamento rateale entro il 30 ottobre. Dopo tale data, sarebbe stato richiesto loro, invece, un pagamento in un’unica soluzione.
Da comodato d’uso a pagamento una tantum…con canone mensile
Il pagamento una tantum a titolo di costo di attivazione del macchinario è un’assoluta novità: in passato, ai tabaccai era sempre stato richiesto solo il pagamento di un canone mensile di 8 euro , a titolo di comodato d’uso. Nel tempo, il canone è passato da 8 a 28 euro , incontrando il malumore degli esercenti.
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Infine, l’ultima stangata in ordine di tempo, come denuncia Pasquale Genovese , presidente UIT (Unione Italiana Tabaccai): «Il pagamento una tantum iniziale di 500 euro ha messo in ginocchio tanti punti vendita e può comportare un disservizio per i cittadini in Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti . In queste realtà, la bassa marginalità degli aggi (la quota di guadagno lordo che spetta a un rivenditore su beni o servizi a prezzo imposto dallo Stato, ndr ) spesso solo di 1.000 euro all’anno per i valori bollati – equivalenti a 100 euro al mese lordi – si ripercuote sulle piccole tabaccherie, che hanno meno clienti, ed è ulteriormente ridotta nel caso di pagamenti elettronici, che sottraggono commissioni bancarie dell’1 per cento». Il paradosso denunciato da Genovese risiede poi nel fatto che, anche dopo i 500 euro del macchinario di ultima generazione, permanga l’obbligo di corrispondere una somma di 28 euro mensili.
Marche da bollo: la svolta digitale che costa di più al cittadino
La recente Riforma Cartabia (Dlgs 149/2022) ha previsto un processo di telematizzazione o “smaterializzazione” per alcuni valori bollat i, come il pagamento del contributo unificato (la tassa dovuta per l’avvio di procedimenti civili, amministrativi e tributari, ndr ) esclusivamente tramite piattaforma pagoPA . Come sottolinea Genovese, però, nel caso dei portali dell’amministrazione, al cittadino sono fornite due opzioni: pagare direttamente online, oppure generare un QR Code che può essere pagato in un punto Poste Italiane. Queste ultime però, attraverso il circuito PagoPA , applicano una spesa di commissione di 2,30 euro . Altre piattaforme private arrivano a far pagare fino a 2,50 euro: «Si tratta di una procedura inutilmente onerosa e complessa, soprattutto per le persone anziane».
Più in generale, come spiega la dottoressa Maria Laura Falato , commercialista revisore contabile, « Il bollo in modalità virtuale o telematica è obbligatorio per tutti i documenti nativi digitali o trasmessi tramite piattaforme ministeriali». Si tratta per esempio delle «fatture elettroniche (B2B, B2C e PA), tra cui rientrano le fatture elettroniche emesse da forfettari o per prestazioni esenti Iva, come quelle sanitarie, di importo superiore a 77,47 euro. Bolli virtua…
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