ON
← Back to feed
ItalyEconomy2 days ago

Inland areas, 8 out of 10 young people ready to stay focusing on e-learning and digital training

An investigation by Tecnè for the Fondazione Magna Carta reveals that 8 out of 10 young people in the internal areas of Abruzzo, Marche, and Umbria believe new technologies, including artificial intelligence, can promote economic development and tourism in their regions. Additionally, 76% of those under 35 see e-learning as a useful tool for studying without leaving their territory. The study also highlights strong attachment to local communities, with 79% of respondents feeling strongly connected to their area and 64% rating the quality of life positively. In earthquake-affected areas, 67% of

L’indagine di Tecnè per Magna Carta

L’attaccamento al territorio rimane alto: il 79% si dichiara molto o abbastanza legato al territorio e il 64% valuta positivamente la qualità della vita del suo comune

di Pietro Menzani

19 giugno 2026

Per 8 giovani su 10 delle aree interne di Abruzzo, Marche e Umbria le nuove tecnologie - inclusa l’intelligenza artificiale - possono favorire lo sviluppo economico e la promozione turistica del territorio. E il dato sale all’82% nei comuni del Cratere Sisma 2016. Non solo. Il 76% degli under 35 considera l’e-learning uno strumento utile per studiare senza dover lasciare il territorio. Lo rivela l’indagine “I giovani nelle aree fragili” realizzata da Tecnè per Fondazione Magna Carta , il think tank dei moderati del centro-destra presieduto dall’ex ministro Gaetano Quagliariello .

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’attaccamento al territorio

Lo studio dimostra che, nonostante le difficoltà legate alla vita in aree periferiche come quelle dell’Appennino centrale, i giovani sono strettamente legati al loro territorio.

Nell’area del Cratere sisma si possono notare i livelli più alti di radicamento, tanto che il 67% dei giovani studia o lavora nel proprio comune di residenza - il 7% in più rispetto alla media - e la maggior parte di loro ritiene che tra dieci anni vivrà in una situazione simile (42%) o migliore (42%) rispetto a oggi. Dal report emerge infatti che 6 giovani su 10 investirebbero nel proprio comune aprendo un’impresa o un’attività, dato che supera il 65% tra i 30 e i 34 anni.

Formazione digitale e turismo

Nella prospettiva dei giovani originari di questi territori, la chiave per arginare l’emorragia di talenti è investire nelle nuove tecnologie. Il 65% di loro, secondo lo studio di Tecnè, infatti, utilizzerebbe piattaforme digitali per la formazione professionale, mentre il 40% considera la formazione digitale una priorità per trattenere competenze nei piccoli centri. Cruciale è il ruolo del polo universitario dell’Aquila che ha visto una crescita degli iscritti di oltre un quarto tra l’anno accademico 2018-2019 e quello 2024-2025.

Per convincere i giovani a rimanere giocano un ruolo cruciale anche il turismo e le infrastrutture sociali. Il 67% degli intervistati considera i piccoli centri una risorsa importante per la crescita del turismo italiano. Il 65% vede nel turismo culturale la forma più adatta a valorizzare le vocazioni dell’Appennino.

Le infrastrutture sociali , poi, sono considerate essenziali dai giovani e il quadro che emerge dal rapporto è confortante: solo il 4% del campione intervistato nelle tre regioni coinvolte dichiara che nel comune di riferimento non sono presenti impianti sportivi, percentuale che scende al 2% nel Cratere. Il 42% giudica poi adeguata l’offerta di impianti sportivi per i giovani nelle aree interne, il 44% nei comuni del Cratere sisma.

Gli ostacoli

«La ricerca sulle nuove generazioni dell’Appennino centrale - dichiara il commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli - conferma che i giovani non hanno smesso di credere nei propri territori. Il legame con le comunità di origine resta forte, ma per trasformarlo in una scelta di vita servono lavoro qualificato, formazione, servizi, mobilità, connettività e opportunità d’impresa».

Il 79%, infatti, si dichiara molto o abbastanza legato al territorio, il 64% valuta positivamente la qualità della vita del suo comune, mentre il 55% vede nelle aree interne una risorsa strategica per l’Italia.

Tuttavia, permangono numerosi ostacoli alla piena realizzazione professionale e personale dei giovani delle aree interne: per il 74% di loro il principale limite è la scarsità di prospettive lavorative, dinamica che porta il 65% degli intervistati ad aver pensato almeno una volta di trasferirsi altrove, quota che scende al 48% nella fascia d’età tra i 30 e i 34 anni.

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi spiega che «le aree interne non possono essere considerate periferie dello sviluppo. I giovani restano dove trovano opportunità, servizi, collegamenti e una prospettiva di futuro».

«Investire nella conoscenza e nell’innovazione»

Secondo Quagliariello, «a prima vista non vi è nulla di patologico nel desiderio di partire: la mobilità del capitale umano è una caratteristica intrinseca delle economie aperte e basate sulla conoscenza. Studenti, ricercatori e professionisti tendono a orientarsi verso i luoghi che offrono le migliori condizioni per sviluppare il proprio talento. Una società dinamica non deve temere la mobilità; deve piuttosto preoccuparsi quando essa assume una sola direzione. Ed è precisamente questo il problema che l’Italia affronta ormai da molti anni: i talenti che partono sono in numero maggiore di quelli che rientrano e il Paese non riesce ad attrarne a sufficienza dall’estero per compensare il divario».

L’ex ministro sostiene che per invertire questa tendenza sia essenziale « investire nella conoscenza e nell’innovazione: università,…

Read the full article at Il Sole 24 Ore
Source document: Indagine 'I giovani nelle aree fragili'

1 reports

Il Sole 24 OreIndependent🔒Center2 days ago
Inland areas, 8 out of 10 young people ready to stay focusing on e-learning and digital training

An investigation by Tecnè for the Fondazione Magna Carta reveals that 8 out of 10 young people in the internal areas of Abruzzo, Marche, and Umbria believe new technologies, including artificial intelligence, can promote economic development and tourism in their regions. Additionally, 76% of those under 35 see e-learning as a useful tool for studying without leaving their territory. The study also highlights strong attachment to local communities, with 79% of respondents feeling strongly connected to their area and 64% rating the quality of life positively. In earthquake-affected areas, 67% of

Bias read (Center): The article presents findings from an independent survey without overtly favoring any political perspective. It focuses on technological adoption and youth attitudes toward education and regional development, using neutral language and citing a third-party research institution.

Official sources cited

  • study Indagine 'I giovani nelle aree fragili'

Go to the primary sources (1)

The official sources this coverage is built on. Read them directly to bypass framing.

  • studyIndagine 'I giovani nelle aree fragili'