Una nuova ricerca suggerisce che i cacciatori preistorici bersagliavano le femmine dei mammut lanosi più frequentemente rispetto ai loro omologhi maschi, secondo i risultati pubblicati su Current Biology. Gli scienziati hanno analizzato i dati genetici provenienti da resti ossei trovati in undici siti in Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Germania e Russia. Lo studio indica che i primi esseri umani erano altamente selettivi nella scelta di quali mammut cacciare, con le femmine come obiettivi primari. I ricercatori stanno ancora indagando sul perché si è verificato questo squilibrio, anche se sono state proposte diverse ipotesi.
Il team di ricerca, guidato da Hannah Moots, ricercatrice presso l'International Centre for Paleogenetics, ha utilizzato informazioni genetiche estratte dalle ossa dei mammut per determinare il sesso degli animali cacciati. La loro analisi ha rivelato che un numero sproporzionatamente alto di mammut uccisi erano femmine. Questo modello solleva domande sulle strategie impiegate dagli antichi cacciatori e sul comportamento delle mandrie di mammut durante l'era glaciale.
Al contrario, gli elefanti maschi tendono ad essere solitari o a formare piccoli gruppi di scapolo, vagando per aree più grandi. Se i branchi di mammut avessero seguito una struttura simile, con le femmine in testa, sarebbero stati più facili da rintracciare e localizzare per i cacciatori umani. Un'altra possibilità è che le mammut femmine fossero più facili da catturare perché erano generalmente più piccole e meno aggressive dei maschi.
Uno dei più grandi siti di uccisione conosciuti si trova vicino a Kraków Spadzista nel sud della Polonia, risalente a circa 25.000-30.000 anni fa. Questo sito contiene i resti di oltre 100 mammut, insieme a strumenti in pietra e segni di uccisioni di massa. Questi risultati suggeriscono che gli esseri umani preistorici organizzavano cacce su larga scala, coordinando probabilmente gli sforzi per guidare interi branchi in spazi confinati prima di attaccare. I mammut lanosi scomparvero dall'Eurasia e dal Nord America verso la fine dell'ultima era glaciale, circa 10.000-12.000 anni fa.
Il cambiamento climatico rapido durante questo periodo ha causato che le praterie aperte, dove i mammut pascolavano, fossero sostituite da foreste e zone umide. Questo cambiamento di habitat probabilmente ha interrotto la disponibilità di cibo e condizioni di vita adatte per i mammut, contribuendo al loro declino. L'ultima popolazione sopravvissuta è stata trovata sull'isola di Wrangel, un'isola remota al largo della costa della Siberia, dove sono sopravvissuti fino a circa 4.000 anni fa. Lo studio fornisce nuove intuizioni sulla relazione tra i primi esseri umani e i mammut, sottolineando come l'attività umana possa aver giocato un ruolo nell'estinzione di queste iconiche creature.
Mentre i fattori ambientali come i cambiamenti climatici sono ampiamente accettati come fattori chiave per la scomparsa dei mammut, il targeting selettivo delle femmine da parte di cacciatori umani aggiunge un altro livello di complessità alla comprensione dei loro ultimi giorni. Ulteriori ricerche si concentreranno sull'analisi di ulteriori campioni genetici e sull'esame di altri siti archeologici per confermare se il modello di targeting dei mammut femmine fosse diffuso in diverse regioni. Gli scienziati sperano di scoprire di più sulle strutture sociali delle mandrie di mammut e sulle tattiche specifiche utilizzate dai cacciatori preistorici per garantire uccisioni di successo.
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DeloIndipendente🔒CentroFattualità 95Obiettività 90l’altro ieri Perché i cacciatori preistorici preferivano uccidere le femmine dei mammut?L'articolo tratta di uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology, che ha analizzato i dati genetici provenienti da resti di ossa di mammut lanosi raccolti in undici siti in Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Germania e Russia. La ricerca rivela che i primi esseri umani cacciavano principalmente mammut lanosi femmine. Gli scienziati suggeriscono che questa selettività potrebbe essere dovuta alla struttura sociale dei branchi di mammut, dove le femmine guidavano i gruppi, rendendoli più prevedibili e più facili da tracciare. Le mammut femmine erano anche più piccole e meno imponenti fisicamente rispetto ai maschi, rendendoli obiettivi più facili. Lo studio evidenzia le pratiche di caccia strategiche degli antichi cacciatori che prendevano di mira questi animali per le loro preziose risorse come carne, grasso, pelle e ossa. Ricercatori come Hannah Moots e Love Dalén propongono teorie sul comportamento del branco e le differenze fisiche tra i sessi come possibili spiegazioni per questo modello di caccia.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i risultati scientifici senza una evidente inclinazione ideologica, riferisce su uno studio condotto da ricercatori che utilizzano dati genetici, concentrandosi su fattori biologici ed ecologici che hanno influenzato le pratiche di caccia degli esseri umani.
Perché fattualità (95): The article accurately reports the genetic study findings that indicate early humans hunted female woolly mammoths more frequently than males. It cites the locations where remains were found and mentions the research team and publication. The only minor deduction comes from the incomplete nature of
Perché obiettività (90): The article presents the information neutrally, using descriptive language without overt bias or emotional framing. It attributes the findings to the researchers and avoids taking a stance on why females were targeted, maintaining a balanced tone.
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