Giappone: il bilancio dei morti sale a 35 dopo il terremoto mortale Un potente terremoto ha colpito il Giappone sud-occidentale martedì, portando ad un forte aumento del numero di morti. A partire da giovedì, il numero di morti confermati è salito a 35, secondo i funzionari governativi.
Secondo il portavoce del governo Minoru Kihara, i cani sniffer hanno assistito a una ricerca finale delle rovine del centro commerciale, dove giovedì sera sono state recuperate 11 persone, sette delle quali sono state trovate morte. Il centro commerciale era stato evacuato prima dell'esplosione, che si è verificata più di un'ora dopo lo shock principale. Tutti gli impiegati sul sito sono stati da allora contabilizzati. Le squadre di soccorso hanno anche recuperato nove corpi da una vicina fabbrica di carta che ha subito un grande crollo.
Nonostante questi sforzi, il bilancio delle vittime è ancora in fase di revisione, con una vittima ancora sotto inchiesta per un possibile collegamento con il terremoto. Aggravante la crisi immediata, migliaia di residenti a Kumamoto affrontano gravi sfide a causa delle infrastrutture interrotte. Oltre 79.000 case non hanno accesso all'acqua pulita, mentre circa 800 famiglie rimangono senza elettricità. Le autorità hanno distribuito fonti di energia aggiuntive e installato centinaia di unità di condizionamento per alleviare il disagio degli evacuati. Tuttavia, il caldo soffocante continua a rappresentare un serio rischio, in particolare per coloro che si rifugiano in alloggi temporanei.
La carenza di carburante ha ulteriormente complicato gli sforzi di recupero, poiché i blackout hanno disabilitato i centri di distribuzione del carburante. Le consegne da altre regioni sono state anche ostacolate dai danni alle reti di trasporto legati al terremoto. Molti residenti hanno fatto ricorso a dormire nei loro veicoli, lottando per mantenere il comfort nelle condizioni estreme.
Il club di calcio tedesco della Bundesliga Borussia Dortmund ha espresso le sue condoglianze alle vittime attraverso i social media, riconoscendo la devastazione causata dal terremoto. Questo gesto riflette la crescente consapevolezza globale della crisi in corso. Al contrario, la situazione nel vicino Venezuela è rimasta in gran parte oscurata, nonostante il paese abbia vissuto una sequenza di eventi separata ma ugualmente catastrofica.
Nonostante questi sforzi, migliaia di persone rimangono disperse, con stime non ufficiali che suggeriscono che fino a 30.000 persone sono ancora disperse. I danni economici e infrastrutturali causati dai terremoti venezuelani sono sconcertanti, con valutazioni preliminari che indicano perdite superiori a 19 miliardi di dollari. La maggior parte di questi danni ha colpito aree residenziali, in particolare negli stati di La Guaira e Caracas. Oltre 16.200 strutture sono state considerate non sicure, costringendo molti residenti a cercare rifugio in rifugi improvvisati.
Tuttavia, i critici sostengono che la risposta sia stata inadeguata, citando ritardi nelle operazioni di soccorso e distribuzione limitata degli aiuti. Mentre entrambe le nazioni si confrontano con le conseguenze dei rispettivi disastri, l'attenzione rimane sul garantire la sicurezza e il benessere delle comunità colpite. In Giappone, i servizi di emergenza continuano le loro missioni di ricerca e recupero, mentre in Venezuela, la sfida sta nel coordinare gli sforzi di soccorso tra gli ostacoli logistici in corso. Entrambe le crisi sottolineano il profondo costo umano dei disastri naturali e la necessità critica di un sostegno e coordinamento sostenuti.
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