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Giudice americano respinge il divieto di visto di Trump a 75 Paesi
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Giudice americano respinge il divieto di visto di Trump a 75 Paesi

Un giudice federale statunitense a New York ha invalidato una politica di restrizione dei visti rivolta ai cittadini di 75 paesi nell'ambito della strategia di immigrazione del presidente Donald Trump. La politica, attuata a gennaio, ha sospeso l'elaborazione dei visti per immigrati da nazioni come l'Afghanistan, il Brasile, l'Egitto e lo Yemen, citando preoccupazioni per il potenziale uso improprio dei benefici di welfare. Il giudice Jeannette Vargas ha dichiarato la politica illegale, affermando che il Segretario di Stato aveva oltrepassato i confini legali basando i rifiuti di visto esclusivamente sul paese di origine di una persona piuttosto che sulle circostanze individuali. La sentenza consente ai richiedenti precedentemente negati di richiedere nuovamente i loro visti, sebbene il governo mantenga l'opzione di appellarsi. Questa decisione sfida gli sforzi più ampi di Trump per rafforzare i controlli sull'immigrazione e accelerare le espulsioni.

Il giudice federale statunitense ha invalidato l'ordine esecutivo del presidente Donald Trump che sospende i visti d'immigrazione per i cittadini di 75 paesi, segnando una grande battuta d'arresto per le politiche di immigrazione dell'amministrazione. La sentenza, emessa dal giudice Jeannette Vargas nel distretto meridionale di New York venerdì, ha dichiarato la politica "contraria alla legge" e ha affermato che il segretario di Stato Mike Pompeo aveva oltrepassato la sua autorità statutaria nell'attuarla. La decisione arriva dopo quasi due anni di battaglie legali intorno al controverso divieto di viaggio, che inizialmente è entrato in vigore all'inizio di gennaio 2017.

La politica, nota come Ordine Esecutivo 13769, ha temporaneamente sospeso il rilascio di visti di immigrazione ai cittadini di una lista di nazioni a maggioranza musulmana, tra cui Afghanistan, Bangladesh, Birmania, Etiopia e altri.

La Corte ha ritenuto che questo approccio fosse in contrasto con le procedure stabilite e non avesse preso in considerazione il merito di ogni caso. Di conseguenza, il giudice ha ordinato la cessazione immediata di tutti i rifiuti di visto derivanti direttamente dalla politica. Ciò significa che i richiedenti i cui casi sono stati respinti in base al divieto possono ora avere motivi per contestare le loro decisioni attraverso ricorsi amministrativi o ulteriori contenziosi. L'amministrazione ha già annunciato la sua intenzione di appellarsi alla sentenza, segnalando che la battaglia legale sul divieto di viaggio probabilmente continuerà.

Mentre l'impatto immediato della decisione è chiaro, la sospensione della politica e il potenziale ripristino delle domande di visto, rimane incerto quanto tempo richiederà il processo di appello o se la Corte Suprema alla fine confermerà o annulla la sentenza della corte inferiore. Gli esperti legali suggeriscono che il risultato potrebbe influenzare le future politiche di immigrazione e creare un precedente per il potere esecutivo in materia di sicurezza nazionale e relazioni estere.

La sua amministrazione ha accelerato gli sforzi di espulsione, aumentato il personale delle pattuglie di frontiera e proposto cambiamenti legislativi per rafforzare l'applicazione dell'immigrazione. Il divieto di viaggio è stata una delle numerose iniziative volte a rafforzare il controllo sul flusso di immigrati che entrano nel paese. Nonostante l'inversione giudiziaria, Trump ha mantenuto la sua posizione sulle restrizioni all'immigrazione, sottolineando la necessità di proteggere i posti di lavoro americani e la sicurezza nazionale.

Mentre il presidente detiene ampi poteri ai sensi dell'Immigration and Nationality Act, i tribunali sono sempre più intervenuti per garantire che questi poteri siano esercitati entro i confini costituzionali.

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Giudice americano respinge il divieto di visto di Trump a 75 Paesi

Un giudice federale statunitense a New York ha invalidato una politica di restrizione dei visti rivolta ai cittadini di 75 paesi nell'ambito della strategia di immigrazione del presidente Donald Trump. La politica, attuata a gennaio, ha sospeso l'elaborazione dei visti per immigrati da nazioni come l'Afghanistan, il Brasile, l'Egitto e lo Yemen, citando preoccupazioni per il potenziale uso improprio dei benefici di welfare. Il giudice Jeannette Vargas ha dichiarato la politica illegale, affermando che il Segretario di Stato aveva oltrepassato i confini legali basando i rifiuti di visto esclusivamente sul paese di origine di una persona piuttosto che sulle circostanze individuali. La sentenza consente ai richiedenti precedentemente negati di richiedere nuovamente i loro visti, sebbene il governo mantenga l'opzione di appellarsi. Questa decisione sfida gli sforzi più ampi di Trump per rafforzare i controlli sull'immigrazione e accelerare le espulsioni.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la sentenza della corte contro la politica dei visti di Trump in modo equilibrato, citando il ragionamento giuridico del giudice e fornendo un contesto sull'intento e le implicazioni della politica.

Perché fattualità (85): The article accurately reports the core facts of the event: a U.S. federal judge striking down Trump's visa ban affecting 75 countries. It names the judge, the court, and provides details about the policy and its stated rationale. However, there is a minor inaccuracy, Marco Rubio is the Florida sena

Perché obiettività (90): The article presents the information in a largely neutral manner, using standard journalistic language. It does not appear to favor either side and provides context about both the policy and the judicial response. There is no overtly biased language or framing.

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