Donald Trump ha tenuto un discorso il 5 settembre 2024, delineando i suoi piani economici per gli Stati Uniti. Durante l'evento, gli è stato chiesto quali passi avrebbe intrapreso, se eletto presidente, per rendere l'assistenza all'infanzia più accessibile. Trump ha risposto con una dichiarazione di 374 parole che era in gran parte incoerente, disgiunta e priva di dettagli politici significativi. Le sue osservazioni includevano riferimenti all'ex senatore Marco Rubio, sua figlia Ivanka e asserzioni vaghe sulla tassazione di nazioni straniere, il tutto senza affrontare la questione fondamentale sull'accessibilità dell'assistenza all'infanzia. Questa risposta ha dimostrato una mancanza di preparazione e coerenza, suggerendo che l'argomento non era stato preso in considerazione seriamente.
Nonostante la natura caotica della risposta di Trump, la successiva copertura giornalistica ha in gran parte ignorato il disordine e ha invece evidenziato le parti scritte del suo discorso. Per esempio, il New York Times ha pubblicato un articolo intitolato "Trump chiede una commissione per l'efficienza, un'idea spinta da Elon Musk", che ha appena riconosciuto l'incoerenza della sua risposta.
Questo modello di segnalazione selettiva ha portato all'emergere del termine "sanewashing", che descrive come i giornalisti, in particolare quando coprono Trump, tendono a enfatizzare le parti coerenti e apparentemente razionali delle sue dichiarazioni mentre trascurano gli elementi erratici, incoerenti o bizzarri. Questa pratica può creare un'impressione fuorviante della competenza e della stabilità di Trump, oscurando potenzialmente le sue opinioni più controverse o estreme. Il termine ha guadagnato trazione tra i critici che sostengono che tale segnalazione contribuisce a una comprensione incompleta o distorta del candidato. Il concetto di sanewashing assume un significato aggiunto alla luce delle elezioni presidenziali del 2024.
Durante la campagna elettorale, Joe Biden ha affrontato un intenso controllo sulla sua salute fisica e mentale in declino, portando al suo ritiro dalla corsa nell'agosto 2024. Molti osservatori credevano che Trump fosse in modo simile inadatto all'ufficio, ma la sua immagine è rimasta relativamente stabile nella percezione pubblica. Questa discrepanza ha alimentato la speculazione che le pratiche giornalistiche, tra cui il sanewashing, hanno giocato un ruolo nel plasmare le opinioni degli elettori.
Esaminando i testi di questi discorsi insieme a centinaia di articoli di notizie che li coprivano, lo studio mirava a determinare se i giornalisti davano priorità sistematicamente a determinati aspetti del messaggio di Trump rispetto ad altri. I risultati suggeriscono che ci sono alcune prove a sostegno del verificarsi di sanwashing. I giornalisti si sono generalmente concentrati su uno o due punti chiave dei discorsi di Trump, spesso omettendo o minimizzando le parti più confuse o provocatorie. Questo approccio può contribuire a una narrazione che inquadra Trump come più razionale e composto di quanto in realtà appaia, influenzando così la percezione pubblica in modi che potrebbero influenzare i risultati elettorali.
Con l'avvicinarsi delle elezioni del 2024, il dibattito sulla responsabilità giornalistica si è intensificato. I critici hanno sostenuto che, sanando la retorica di Trump, i media rischiano di consentire la sua candidatura presentandolo come un leader praticabile, se non convenzionale. Nel frattempo, i difensori dei media hanno sottolineato la necessità di evidenziare le proposte politiche piuttosto che soffermarsi su commenti tangenziali o assurdi. La tensione tra queste prospettive sottolinea il complesso ruolo del giornalismo nel discorso politico.
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