Stepan Bandera, una figura nazionalista di guerra associata all'Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN) e al suo braccio armato, l'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), è diventato un punto focale delle crescenti tensioni tra Ucraina e Polonia. Questa controversia si è intensificata negli ultimi mesi, influenzando le relazioni diplomatiche e le dinamiche politiche all'interno di entrambe le nazioni.
Il presidente polacco Karol Nawrocki ha risposto revocando l'Ordine dell'Aquila Bianca assegnato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel 2023, citando preoccupazioni per la glorificazione dei nazionalisti in tempo di guerra. Questa mossa ha provocato una reazione immediata da parte dei funzionari polacchi, che l'hanno vista come un tentativo di far rivivere l'eredità di gruppi responsabili di atrocità durante la seconda guerra mondiale. L'UPA, sotto la guida di Stepan Bandera, ha effettuato massacri su larga scala di polacchi e altre minoranze etniche nella regione di Volhynia, un atto che la Polonia ha ufficialmente classificato come genocidio.
Il governo polacco, in particolare la fazione nazionalista di destra, sostiene che tali azioni non devono essere onorate o commemorate, soprattutto perché sfidano la narrazione storica della sofferenza polacca durante la guerra. La più ampia campagna di Zelensky per onorare i nazionalisti in tempo di guerra ha incluso sforzi per reinterrare i resti di Andriy Melnyk, una figura chiave dell'OUN-UPA, con onori militari.
Questo approccio ha suscitato critiche da parte delle autorità polacche, che lo vedono come un affronto diretto all'esperienza bellica della loro nazione e una potenziale minaccia per la cooperazione bilaterale. La tensione ha anche avuto un impatto sulla posizione della Polonia sull'aiuto militare all'Ucraina. La destra populista-nazionalista, che ha una significativa influenza nella politica polacca, ha messo in discussione la decisione del governo di inviare un numero limitato di sistemi missilistici Patriot a Kiev. I critici sostengono che queste risorse dovrebbero dare la priorità alle capacità difensive della Polonia piuttosto che essere utilizzate per rafforzare gli sforzi bellici dell'Ucraina.
Questo sentimento riflette una più ampia divisione ideologica tra la coalizione di governo di centro-sinistra e l'opposizione nazionalista di destra, che vede la guerra come una difesa della sovranità polacca contro l'aggressione russa.
La loro piattaforma include l'impegno ad affrontare la cosiddetta "negligenza" dei massacri di Volhynia, una causa che risuona fortemente tra segmenti della popolazione polacca. Le dispute storiche sui massacri di Volhynia rimangono centrali nel dibattito. Mentre l'Ucraina inquadra le azioni dell'UPA come parte di una lotta per l'indipendenza dal dominio sovietico e polacco, la Polonia insiste sul fatto che la violenza era mirata ai civili e costituisce un crimine contro l'umanità.
Nonostante sia stato dichiarato eroe nazionale dall'ex presidente ucraino Viktor Iushchenko, il suo status è stato successivamente revocato da un tribunale ucraino, che ha stabilito che l'eroismo deve essere riconosciuto nel contesto dello stato ucraino moderno. Entrambi i paesi mantengono istituzioni finanziate dallo stato dedicate alla conservazione della memoria nazionale, spesso guidate da figure nazionaliste. Queste organizzazioni promuovono un'interpretazione selettiva della storia, enfatizzando l'orgoglio nazionale mentre respingono la responsabilità per le azioni passate.
Tendenze simili sono evidenti in Ucraina, dove i leader nazionalisti continuano a sostenere l'eredità di figure come Bandera nonostante la condanna internazionale.
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