Il presidente russo Vladimir Putin ha minacciato di sequestrare navi occidentali appartenenti a nazioni europee sospettate di aver sequestrato navi che si ritiene facessero parte della "flotta ombra" russa in rappresaglia. L'avvertimento è arrivato durante le esercitazioni navali vicino alla costa dell'isola di Sakhalin in Estremo Oriente, dove si è rivolto alle truppe. Secondo i rapporti, la flotta ombra è utilizzata da Mosca per aggirare le sanzioni e gli embarghi imposti dopo la sua invasione su larga scala dell'Ucraina. L'UE aveva recentemente approvato nuove sanzioni volte a frenare questo flusso di entrate, aprendo la porta a potenziali vendite di petrolio e altre merci trasportate da queste navi.
Putin ha descritto tali azioni come "pirateria e banditismo" e ha avvertito che la Russia avrebbe risposto in natura laddove ritenuto necessario. La minaccia segue le recenti azioni di Svezia e Francia, tra gli altri, che hanno trattenuto navi sospettate di essere collegate alla flotta ombra. Si ritiene che queste navi trasportino merci che potrebbero eludere le restrizioni economiche imposte alla Russia. Le autorità svedesi avrebbero deciso di consegnare una di queste navi, trattenuta all'inizio di quest'anno, a Kiev, che afferma che la nave trasportava grano ucraino rubato dai territori occupati.
Nel frattempo, le esercitazioni navali tenute dalla Russia sono state programmate per precedere esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, progettate per simulare potenziali attacchi della Corea del Nord. Le tensioni regionali rimangono elevate, con Kiev e Seoul che continuano a fare pressione contro Pyongyang e Mosca per il rafforzamento dei loro legami militari. La situazione sottolinea il complesso panorama geopolitico nella regione, in cui più potenze sono impegnate in manovre strategiche.
I funzionari americani hanno confermato che la decisione è seguita a una conversazione tra il presidente Donald Trump e Putin, durante la quale quest'ultimo ha accettato di concedere la clemenza a causa del deterioramento della salute di Gilman. Gilman, un 32enne, era stato detenuto a Voronezh, a circa 550 chilometri a sud di Mosca, a seguito di accuse di aver aggredito un agente di polizia mentre era ubriaco.
Il Dipartimento di Stato aveva precedentemente esortato Mosca a consentire a Gilman di ricevere cure mediche negli Stati Uniti. Martedì, Gilman ha viaggiato dalla Russia all'aeroporto di Washington Dulles tramite un aereo organizzato dal Dipartimento di Stato. Mentre i dettagli della sua condizione di salute sono rimasti poco chiari, il rilascio segna un raro esempio di impegno diplomatico tra i due paesi in mezzo a tensioni geopolitiche più ampie.
Essa riflette anche le dimensioni personali della diplomazia, in cui casi individuali possono a volte servire come punti di negoziazione o gesti simbolici.
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