MANILA, Filippine, Durante il processo per l'impeachment del vice presidente Sara Duterte, il post di Facebook del procuratore privato Amando Virgil Ligutan ha scatenato polemiche tra i professionisti legali e il team di accusa. Secondo i procuratori, la dichiarazione di Ligutan, pubblicata sui social media, era intesa a chiarire un principio giuridico fondamentale riguardante gli interrogatori incrociati. Tuttavia, il post è stato interpretato dal team legale di Duterte come una risposta a un disaccordo tra l'avvocato della difesa Kristine Ferrer e l'avvocato dell'accusa Lorna Kapunan durante il processo.
Durante il processo, Kapunan aveva obiettato al metodo di Ferrer di condurre interrogatori incrociati, sostenendo che alcuni tipi di domande non erano ammissibili ai sensi delle regole probatorie. Ferrer, a sua volta, ha ribadito che tali domande erano consentite, portando a un acceso dibattito che ha spinto Ligutan a condividere la sua spiegazione online.
"Voleva solo assicurarsi, ricordare a tutti, che questa è una regola di base sulle prove", ha spiegato Tolosa. Tolosa ha ulteriormente chiarito che mentre i post sui social media che criticano il processo sono generalmente accettabili, gli attacchi all'integrità della corte non lo sono. Ha distinto tra critiche ragionevoli e accuse infondate, osservando che entrambe fanno parte del discorso legale ma devono rimanere entro i confini etici. "Le critiche ragionevoli sono consentite, ma gli attacchi infondati contro la credibilità dell'istituzione stessa non sono consentiti", ha spiegato Tolosa.
Sison ha sostenuto che il post non ha affrontato direttamente la specifica controversia tra Ferrer e Kapunan. Invece, ha sottolineato che Ligutan aveva fatto riferimento a uno scambio che coinvolgeva Ferrer e Kapunan, suggerendo che il post potrebbe essere visto come un rimprovero indiretto. Sison ha notato che Ligutan non aveva nominato specificamente gli individui, che ha visto come un tentativo di evitare la responsabilità.
Durante la seduta, Kapunan si è opposta all'approccio di Ferrer, che includeva l'interruzione del testimone e il porre domande che richiedevano più di semplici risposte sì o no. Ferrer ha difeso i suoi metodi, affermando di avere il diritto di condurre il controinterrogatorio come lei riteneva opportuno. Il loro scambio è diventato un punto focale del processo, attirando l'attenzione sia della panchina che del pubblico.
Il commento, sebbene informale, ha sottolineato le crescenti tensioni tra i due team legali. Nonostante l'attrito, il portavoce della difesa Michael Poa ha sostenuto che Ferrer non aveva intenzione di mancare di rispetto a nessuno. L'ha descritta come un avvocato appassionato che a volte si esprimeva con forza, ma le cui intenzioni erano sempre professionali.
L'avvocato dell'accusa Ligutan aveva introdotto una simulazione generata dall'intelligenza artificiale per illustrare i 125 milioni di fondi riservati presumibilmente abusati da Duterte. La difesa ha sollevato preoccupazioni sull'accuratezza della rappresentazione visiva, osservando che il testimone, Gina Acosta, ha lottato con il tagalo durante il processo, a differenza della sua testimonianza davanti alla commissione della Camera. Nonostante queste obiezioni, l'accusa ha sostenuto l'uso della tecnologia, citando la mancanza di prove fisiche. Gli sviluppi in corso nel processo evidenziano la complessa interazione tra procedure legali, percezione pubblica e dinamiche personali della sala d'udienza.
Mentre il processo si svolge, l'equilibrio tra rigorosi standard legali e gli elementi umani della difesa continuerà a modellare la narrazione.
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