Paul O'Sullivan, un medico legale noto per il suo lavoro nelle indagini anticorruzione, si è nuovamente trovato al centro della controversia a seguito di nuove accuse secondo cui operava come doppio agente per agenzie di intelligence straniere. Queste affermazioni, fatte dal maggiore generale Prince Mokotedi, ex capo dei Gauteng Hawks all'interno del Servizio di Polizia Sudafricano (SAPS), sono emerse in un recente episodio del podcast investigativo Unpopular Opinion, condotto dal veterano giornalista Mzilikazi wa Afrika.
L'episodio, in onda sabato 22 agosto, include dettagliati resoconti di Mokotedi, che afferma che lui e altri funzionari della comunità di intelligence hanno confermato nel 2017 che O'Sullivan era impegnato in spionaggio. O'Sullivan ha categoricamente respinto queste accuse, definendole "fictive" e accusando Mokotedi di essere un criminale.
Tuttavia, Mokotedi sostiene che OSullivan lo ha contattato direttamente nel luglio 2016, offrendogli di rinunciare alla sua cittadinanza sudafricana e assistere la polizia in cambio dell'eliminazione delle accuse penali contro di lui. L'incontro presunto si è svolto presso gli uffici provinciali della SAPS a Parktown, a Johannesburg, con Mokotedi accompagnato da due ufficiali di alto livello, il colonnello Bongani Gininda e il commissario Mpho Mmutle.
Mokotedi ha inoltre affermato che la vera missione di O'Sullivan era quella di identificare le cellule dormienti associate a gruppi islamici radicali, usando il suo attivismo anticorruzione come copertura. I procedimenti legali contro O'Sullivan sono iniziati all'inizio del 2017, con più casi presentati sotto accuse tra cui estorsione, frode, intimidazione e possesso di più passaporti. Tra questi, un caso che coinvolgeva il possesso non autorizzato di tre passaporti ha portato a comparse in tribunale il 26 e il 27 gennaio 2017. Ulteriori accuse, come frode legata a una licenza di pilota, estorsione, spionaggio e riciclaggio di denaro, erano sotto inchiesta o trasferite all'Autorità nazionale di accusa.
Mokotedi ha affermato che il loro incontro formale si è verificato alla fine di settembre 2017, durante un incontro a Città del Capo che includeva il maggiore generale Zamile Kulele, all'epoca capo della Crime Intelligence a Gauteng, insieme al maggiore generale Mzwandile Tiyo e agli agenti dell'Agenzia di sicurezza dello Stato (SSA).
In risposta alle accuse di Mokotedi, O'Sullivan lo ha accusato di essere un alleato politico dell'ex presidente Jacob Zuma, suggerendo che le motivazioni di Mokotedi derivano da una vendetta personale piuttosto che da una genuina preoccupazione per la sicurezza nazionale.
L'esito di questi sviluppi potrebbe avere implicazioni significative per l'integrità dei settori dell'intelligence e dell'applicazione della legge in Sudafrica.
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