L'Autorità olandese per la protezione dei dati ha inflitto una multa record di 825 milioni di euro alla società di ride-hailing Uber per aver bloccato automaticamente gli account dei conducenti senza fornire loro il diritto di ricorso. La decisione è stata annunciata il 17 agosto e segna la seconda più grande sanzione mai emessa ai sensi del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell'Unione europea. Secondo Reuters, la sentenza si applica al periodo compreso tra il 2020 e il 2022 e segue i reclami presentati dai conducenti in Francia. Secondo il GDPR, ai sistemi automatizzati è severamente vietato prendere decisioni che influenzano in modo significativo la vita degli individui senza supervisione umana.
Nel caso di Uber, l'autorità ha riscontrato che la società ha violato questa regola consentendo al suo algoritmo di bloccare gli account dei conducenti senza previa revisione da parte di una persona. Inoltre, ai conducenti è stato negato il diritto di impugnare queste decisioni, che il regolatore ha ritenuto particolarmente gravi. Di conseguenza, la multa è stata fissata a un livello senza precedenti all'interno dell'UE. L'agenzia olandese per la protezione dei dati ha sottolineato che la pratica di Uber violava sia il divieto del processo decisionale completamente automatizzato che l'obbligo di informare gli individui interessati di tali azioni. Il regolatore ha specificamente evidenziato la mancanza di un processo di ricorso come un fallimento critico, portando alla pesante sanzione finanziaria.
La sentenza è stata emessa dopo un'indagine innescata da reclami di conducenti francesi che sostenevano che i loro account erano stati sospesi sulla base esclusivamente di valutazioni algoritmiche. Uber ha risposto rapidamente all'annuncio, affermando che avrebbe presentato ricorso contro la decisione. La società ha riconosciuto la gravità dei diritti dei conducenti e ha osservato che le sue attuali pratiche includono controlli aggiuntivi e la possibilità di appellarsi alle decisioni automatizzate. Uber ha chiarito che mentre il suo sistema una volta si basava interamente sull'automazione, ora incorpora la supervisione umana prima di finalizzare le sospensioni degli account.
Tuttavia, la società non ha fornito dettagli specifici su come questi cambiamenti sono stati implementati da quando si sono verificate le presunte violazioni. Il caso evidenzia le crescenti preoccupazioni sull'uso dell'intelligenza artificiale e dei sistemi automatizzati nell'occupazione e nella fornitura di servizi. I regolatori in tutta Europa hanno sempre più esaminato le aziende che si basano pesantemente su algoritmi per prendere decisioni che riguardano lavoratori e consumatori. Questa multa invia un messaggio chiaro che i processi automatizzati devono essere trasparenti, soggetti a intervento umano e consentire meccanismi di risarcimento. La decisione dell'autorità olandese si basa su precedenti azioni di applicazione contro le aziende tecnologiche ai sensi del GDPR.
All'inizio di quest'anno, un'altra importante multa è stata inflitta contro una multinazionale per infrazioni simili che coinvolgono il processo decisionale automatizzato. Questi casi sottolineano l'attenzione normativa sul garantire che i progressi tecnologici non minino i principi fondamentali di privacy e correttezza. Il team legale di Uber deve ancora commentare pubblicamente le specifiche della sua strategia di ricorso, anche se gli analisti del settore suggeriscono che la società potrebbe sostenere che le sue procedure interne sono già conformi ai requisiti del GDPR. Nel frattempo, i gruppi di difesa che rappresentano i lavoratori della gig economy hanno accolto la sentenza come un passo verso una maggiore responsabilità per i datori di lavoro basati su piattaforme.
La Commissione europea ha adottato una serie di misure volte a rafforzare la protezione dei dati personali, in particolare per quanto riguarda l'accesso ai dati personali, la protezione dei dati personali e la protezione dei dati personali personali, in particolare per quanto riguarda la protezione dei dati personali, la protezione dei dati personali, la protezione dei dati personali e la protezione dei dati personali.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore