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Milivojević: Naredni izbori biće referendum između Srbije i mafije
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Milivojević: Naredni izbori biće referendum između Srbije i mafije

Srđan Milivojević, president of Serbia's Democratic Party (DS), stated in an interview with Večernji list that the next elections in Serbia will serve as a referendum between 'normal Serbia' and organized crime, implying that Aleksandar Vučić's government is associated with mafia-like activities. He argued that changing power must involve systemic change, not just replacing individuals in positions of authority. Milivojević criticized Vučić's regime for institutional capture, propaganda-driven media, and police forces under the control of criminal elements. He accused Vučić of using selective arrests to instill fear among citizens who spoke out against state violence, particularly referencing the March 15 incident. Additionally, he condemned Vučić's accusations against Montenegro as hypocritical, citing the controversial flight of a criminal from Ćaćilad to Montenegro during an international summit as a major embarrassment for Serbia.

L'assassinio brutale di Darko Vesković, conosciuto come "Prika", nel quartiere di Belgrado di Kumodraž ha scosso i circoli criminali e legali in Serbia. Ciò che rende questo omicidio particolarmente agghiacciante è il momento in cui Vesković è stato preso di mira appena 20 giorni prima della sua apparizione in tribunale. Questo atto di violenza suggerisce che gli autori non stavano semplicemente reagendo a una minaccia, ma stavano attivamente cercando di impedirgli di essere processato.

Vesković era in attesa di un nuovo processo per l'omicidio di Blaž Đurović dopo che la sua precedente condanna a 15 anni di carcere era stata annullata. Il suo caso aveva già attirato l'attenzione significativa a causa della natura di alto profilo delle accuse e delle potenziali implicazioni per le reti del crimine organizzato. Tuttavia, la decisione di ucciderlo così vicino alla data del suo processo indica una profonda preoccupazione per ciò che potrebbe rivelare durante il procedimento. Secondo i registri della polizia, Vesković era considerato estremamente vicino al clan Škaljari, in particolare il ramo guidato da Luke Bojović e Filip Korać. Questa probabile connessione lo ha reso un bersaglio per coloro che cercano di mettere a tacere potenziali testimoni o interrompere le indagini in corso.

La logistica dietro l'assassinio è stata meticolosamente pianificata. Un falso annuncio di lavoro è stato utilizzato per attirare Vesković lontano da casa sua, mentre una rete di complici che si estendeva da Ljig al Lago di Skadar ha facilitato la sua scomparsa. L'esecuzione stessa è stata rapida e precisa, eseguita da individui provenienti da Russia, Serbia e Montenegro. Questi dettagli suggeriscono un livello di coordinamento e risorse tipicamente associati a gruppi di criminalità organizzata piuttosto che a criminali isolati.

Questo modello di eliminazione di membri di alto rango della criminalità organizzata poco prima dei processi critici non è nuovo. Incidenti simili si sono verificati in passato, come l'uccisione di Milić Minja Šaković a Budva quando un ampio procedimento legale era stato preparato contro di lui in Montenegro. Allo stesso modo, Igor Dedović e Stevan Stamatović sono stati uccisi ad Atene mentre le autorità raccoglievano prove contro di loro per la formazione di un'organizzazione criminale. Questi casi evidenziano una tendenza inquietante in cui figure potenti all'interno della criminalità organizzata vengono rimosse proprio quando rappresentano la più grande minaccia per le loro operazioni.

L'impatto di queste uccisioni si estende oltre le vittime immediate. Creano un'atmosfera di paura tra potenziali testimoni e informatori, mettendo efficacemente a tacere le voci che potrebbero esporre il funzionamento interno di queste reti criminali. Nel caso di Vesković, la sua eliminazione non solo ha interrotto il processo giudiziario, ma ha anche inviato un messaggio chiaro ad altri coinvolti in casi simili: parla e potresti trovarti nel mirino di coloro che cerchi di abbattere.

Le implicazioni più ampie di questi eventi sono profonde. Riflettono una questione più profonda all'interno del sistema giudiziario serbo e l'influenza della criminalità organizzata sulla vita pubblica. Mentre questi casi continuano a svilupparsi, sollevano serie domande sullo stato di diritto, l'indipendenza della magistratura e la capacità delle forze dell'ordine di proteggere coloro che si fanno avanti con informazioni. La situazione sottolinea la necessità di riforme complessive volte a rafforzare l'integrità istituzionale e garantire che la giustizia sia servita senza paura o intimidazione.

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KAD MAFIJA BRZO "POČISTI": Recept smrti u crnoj hronici, škaljarci nestaju čim se primakne sudnica!

The article reports on the brutal killing of Darko Vesković, a close associate of the 'škaljarci' criminal clan, just 20 days before he was set to defend himself in court. The timing of his murder suggests it was orchestrated by members of the opposing coffeehouse clan to prevent him from testifying or altering his defense strategy. This incident is part of a pattern where high-profile figures within the 'škaljarci' network are eliminated before critical legal proceedings begin. Similar cases include the killings of Milić Minja Šaković in Budva and Igor Dedović and Stevan Stamatović in Athens, all linked to ongoing judicial processes against them. The article highlights the sophisticated logistics used in these assassinations, including fake job postings and networks of informants across Serbia, Montenegro, and Albania. The killers, believed to be Russian nationals and individuals from Serbia and Montenegro, were reportedly acting under orders to silence someone deemed crucial to the operations of the Korać faction.

Lettura del bias (Sinistra): The article frames the actions of the 'škaljarci' and their opponents as politically motivated crimes tied to organized crime and judicial corruption. It emphasizes the strategic timing of the murders to disrupt legal processes, suggesting a systemic issue involving powerful clans and state actors.

N1 Srbija logoN1 SrbijaIndipendenteSinistra5 gg fa
Milivojevic: le prossime elezioni in Serbia saranno un referendum tra il paese e la mafia

Srdjan Milivojevic, leader del Partito Democratico della Serbia, ha dichiarato che le prossime elezioni serviranno come un "referendum tra la normale Serbia e la mafia", implicando un cambiamento significativo nel governo. Ha affermato che il presidente Aleksandar Vucic ha perso il sostegno pubblico e ha avvertito che coloro che sono coinvolti nella corruzione, nel crimine organizzato e negli abusi istituzionali dovranno affrontare conseguenze legali.

Lettura del bias (Sinistra): L'articolo descrive le prossime elezioni come una battaglia tra la "Serbia normale" e "la mafia", il che implica una forte critica all'attuale governo guidato da Aleksandar Vucic.

N1 Srbija logoN1 SrbijaIndipendenteSinistra5 gg fa
Milivojević: Naredni izbori biće referendum između Srbije i mafije

Srđan Milivojević, president of Serbia's Democratic Party (DS), stated in an interview with Večernji list that the next elections in Serbia will serve as a referendum between 'normal Serbia' and organized crime, implying that Aleksandar Vučić's government is associated with mafia-like activities. He argued that changing power must involve systemic change, not just replacing individuals in positions of authority. Milivojević criticized Vučić's regime for institutional capture, propaganda-driven media, and police forces under the control of criminal elements. He accused Vučić of using selective arrests to instill fear among citizens who spoke out against state violence, particularly referencing the March 15 incident. Additionally, he condemned Vučić's accusations against Montenegro as hypocritical, citing the controversial flight of a criminal from Ćaćilad to Montenegro during an international summit as a major embarrassment for Serbia.

Lettura del bias (Sinistra): The article frames the upcoming election as a battle between 'normal Serbia' and 'mafia,' which is a strong ideological critique of the ruling party. The language used by Srđan Milivojević directly attacks the current government and associates it with organized crime, while promoting the opposition.

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