I diplomatici mediorientali hanno confermato martedì che sono stati compiuti progressi verso la risoluzione della crisi in corso sullo Stretto di Hormuz, anche se non è stato ancora concluso un accordo formale. Due diplomatici mediorientali anonimi hanno dichiarato che le discussioni tra Oman e Iran sono progredite, concentrandosi su una soluzione temporanea per garantire il libero flusso della navigazione commerciale attraverso la via d'acqua critica. L'accordo proposto, delineato dal vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi durante una dichiarazione alla televisione statale, prevede una riapertura temporanea dello Stretto di Hormuz a condizioni che garantiscano all'Iran il controllo su porzioni specifiche delle rotte di transito.
Secondo Gharibabadi, Teheran ha respinto un precedente suggerimento omano per una divisione paritaria delle rotte di navigazione, sostenendo che un tale piano non è riuscito ad affrontare le sue preoccupazioni di sicurezza a meno che non fosse assicurata la stabilità regionale a lungo termine. La proposta omana, che era stata condivisa con l'Iran, chiedeva un sistema di gestione regionale congiunto con le compagnie di navigazione che contribuissero con commissioni volontarie a sostegno delle iniziative di sicurezza marittima.
I diplomatici coinvolti nei colloqui hanno sottolineato che l'accordo sarebbe limitato nella portata, inteso esclusivamente come una misura a breve termine per stabilizzare la situazione. Nonostante queste assicurazioni, i negoziati rimangono in corso, con questioni chiave irrisolte, tra cui la questione se le tasse di transito dovrebbero essere imposte. Secondo un rapporto del Wall Street Journal, l'attuale round di colloqui è focalizzato sull'affrontare la sfida immediata di ripristinare la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz. L'obiettivo dei negoziati, come descritto dal giornale, è quello di creare un accordo temporaneo che possa aiutare ad alleviare le tensioni e aprire la strada a un più ampio impegno diplomatico.
Tuttavia, il rapporto ha osservato che l'Iran e l'Oman non hanno ancora raggiunto un consenso su diversi punti critici, in particolare per quanto riguarda l'attuazione di tasse obbligatorie o volontarie per le navi che transitano lo stretto.
Questa decisione ha creato un'opportunità per l'Oman di impegnarsi in colloqui diretti con l'Iran, portando alla formazione di una nuova proposta volta a garantire la sicurezza della navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz.
Sebbene l'Iran abbia espresso interesse a partecipare, continua a insistere sul mantenimento dell'autorità sullo stretto e sull'imposizione di tasse per il diritto di transito. Sia gli Stati Uniti che l'Oman si sono pubblicamente opposti all'introduzione di pedaggi obbligatori per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz.
Entrambe le nazioni hanno sottolineato la necessità di continuare gli sforzi diplomatici per ripristinare la stabilità nella regione e garantire il flusso ininterrotto del commercio attraverso lo Stretto di Hormuz.
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