Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato il 10 agosto 2026 che gli Stati Uniti stanno "sottostimando" i loro sforzi diplomatici con l'Iran a causa delle crescenti tensioni in Medio Oriente.
Nel Mar Rosso, l'Arabia Saudita affronta crescenti minacce da parte dei ribelli Houthi che hanno esteso le loro operazioni oltre i tradizionali campi di battaglia nei corridoi marittimi. Il 9 agosto, un attacco a doppio tocco da parte dei ribelli Houthi ha colpito una nave nello stretto di Bab al-Mandeb, uccidendo sei persone. L'attacco si è verificato martedì mattina presto, con i primi rapporti che indicano che l'obiettivo era un traghetto che trasportava civili e merci commerciali. La nave, identificata come Tihamah, bandiera della Tanzania, era di proprietà di una società egiziana e era stata costruita nel 2024.
In primo luogo, tre missili balistici hanno colpito la nave, provocando un'azione immediata da parte della guardia costiera e delle forze armate del governo yemenita. I membri dell'equipaggio sono stati evacuati e i feriti sono stati portati negli ospedali. Tuttavia, l'incidente è aumentato ulteriormente quando i ribelli Houthi hanno lanciato un secondo attacco utilizzando un missile balistico durante l'operazione di salvataggio, provocando ulteriori vittime. Il bilancio finale dei morti è stato di sei, tra cui quattro membri dell'equipaggio, tre del Pakistan e uno dall'Indonesia, e due soccorritori yemeniti. Uno dei soccorritori, Abkar Muhammad Mahmoud, è stato ucciso mentre svolgeva i suoi doveri, secondo i funzionari yemeniti.
In risposta all'attacco, il Ministero dei Trasporti yemenita ha condannato l'incidente come un atto "terroristico", sottolineando che il bersaglio delle navi commerciali rappresenta una seria minaccia per la sicurezza marittima regionale e internazionale. Il ministero ha avvertito che tali azioni potrebbero interrompere la fornitura di beni essenziali a milioni di yemeniti, esacerbando una crisi umanitaria già grave. L'attacco ha anche evidenziato le crescenti capacità dei ribelli Houthi, che si sono sempre più rivolti a armi sofisticate per sfidare le potenze regionali. Il gruppo Houthi ha rapidamente rivendicato la responsabilità dell'attacco, affermando che il loro obiettivo era una nave saudita che trasportava attrezzature militari.
Tuttavia, il governo yemenita ha negato questa affermazione, affermando che la Tihamah era una nave commerciale legittima. La discrepanza sottolinea l'ambiguità in corso che circonda i motivi e gli obiettivi degli attacchi Houthi, che sono diventati più frequenti e gravi negli ultimi mesi. Oltre agli attacchi marittimi, il panorama politico nella regione rimane instabile. L'Iran ha impostato sei condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz, una mossa che potrebbe avere un impatto significativo sui mercati energetici globali.
Con molteplici fronti attivi e canali diplomatici tesi, il percorso in avanti rimane incerto.
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