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Godczeva con i fatti ha smascherato le menzogne sulla "polizia politica"
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Godczeva con i fatti ha smascherato le menzogne sulla "polizia politica"

The article discusses the controversy surrounding a proposed amendment to Slovenia’s law on parliamentary investigations, which has sparked a referendum campaign led by figures such as Pavel Gantar, Dušan Keber, and Spomenka Hribar. The campaigners claim the amendment would establish a 'political police' by allowing investigations into individuals’ communications and devices, allegedly violating citizens' rights. However, Jelka Godec, an SDS MP, refutes these claims by citing specific legal provisions, emphasizing that the law targets public officials, politicians, and entities linked to public interests, not ordinary citizens. She criticizes opponents of the amendment for spreading misinformation and failing to provide concrete legal references. Meanwhile, former Prime Minister Robert Golob and other influential figures have actively promoted the referendum, using emotionally charged rhetoric to encourage public support.

La campagna, guidata da figure come Pavel Gantar, Dušan Keber e Spomenka Hribar, ha affermato che la nuova legislazione consentirebbe alla maggioranza di dominare la minoranza e potenzialmente consentirebbe la sorveglianza intrusiva della vita privata dei cittadini, compresi i loro telefoni e computer.

La controversia è iniziata quando l'Assemblea Nazionale ha approvato l'emendamento alla legge sull'indagine parlamentare alla fine di maggio 2026. Il cambiamento è stato sostenuto dalla coalizione di governo, che comprendeva SDS, Nuova Slovenia (NSi), Socialdemocratici (SLS) e Focus, insieme al partito Respublica. L'emendamento cercava di limitare la capacità degli individui sotto inchiesta di contestare la legalità delle inchieste parlamentari dinanzi alla Corte Costituzionale, riducendo così i potenziali blocchi nel processo.

Questa mossa aveva lo scopo di semplificare il processo investigativo e prevenire l'abuso di poteri parlamentari da parte dell'opposizione.

I sostenitori del referendum, tuttavia, hanno dipinto un quadro molto diverso. Hanno sostenuto che l'emendamento avrebbe autorizzato la maggioranza al potere a sopprimere il dissenso e impegnarsi in una sorveglianza arbitraria dei cittadini. Prominenti attivisti ed ex politici, tra cui membri del Partito della libertà (Svoboda) e gruppi di sinistra, si sono uniti alla campagna, utilizzando una retorica emotivamente carica per avvertire dei pericoli posti dalla nuova legge. Alcuni hanno persino messo in dubbio se il governo avesse già iniziato a implementare pratiche invasive, citando incidenti passati che coinvolgevano figure di alto profilo come Janez Janša, il leader di lunga data dell'SDS, che è stato brevemente detenuto prima delle elezioni del 2014.

La campagna ha guadagnato slancio dopo che diverse figure pubbliche influenti, tra cui la presentatrice televisiva Ana Praznik, hanno appoggiato pubblicamente il referendum. In un video ampiamente condiviso, ha dichiarato il suo sostegno all'iniziativa, sottolineando il suo desiderio di vivere liberamente senza paura di sorveglianza o rappresaglie a causa di opinioni diverse. Tuttavia, la sua posizione ha suscitato un'intensa reazione online, con oltre 500 commenti ostili che sono apparsi sui suoi post sui social media nel giro di poche ore. Nonostante questo, Praznik non ha risposto alle critiche, affermando che la sua pace mentale valeva più che impegnarsi con tale negatività.

Nel frattempo, gli organizzatori del referendum hanno affrontato sfide logistiche nella raccolta del numero richiesto di firme. All'inizio di luglio 2026, avevano raccolto circa 34.104 firme, inferiori alle 40.000 necessarie per procedere con il referendum. I rapporti hanno indicato che alcuni cittadini hanno incontrato difficoltà nel presentare le loro firme presso gli uffici amministrativi locali, a alcuni è stato detto che il sistema era fuori uso o che l'elaborazione avrebbe richiesto più tempo del previsto. Il Ministero degli Affari Interni e della Pubblica Amministrazione ha confermato di non aver ricevuto reclami formali su questi problemi, anche se negli ultimi giorni sono state notate interruzioni della rete.

Jelka Godec, leader del gruppo parlamentare SDS, ha preso una ferma posizione contro la campagna, sostenendo che le accuse di una "polizia politica" erano infondate e radicate nella disinformazione.

Ha criticato gli oppositori dell'emendamento per aver diffuso paura e confusione tra il pubblico, suggerendo che tali tattiche ricordavano gli abusi storici visti negli ex stati jugoslavi.

Con l'avvicinarsi della scadenza per la raccolta delle firme, la situazione è rimasta tesa. A due settimane dalla scadenza del 14 luglio, gli organizzatori del referendum hanno dovuto raccogliere circa 14.400 firme aggiuntive. Se riusciranno a raggiungere questo obiettivo rimane incerto, ma il dibattito sull'emendamento ha indubbiamente scatenato una discussione più ampia sull'equilibrio tra controllo governativo e libertà individuali nel quadro democratico della Slovenia.

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Večer logoVečerIndipendente🔒CentroFattualità 85Obiettività 70ieri
TVS: Problemi sul campo nella raccolta di firme per il referendum sull'emendamento alla legge sull'indagine parlamentare

L'articolo discute le difficoltà incontrate dai sostenitori di un referendum su un emendamento proposto alla legge slovena sulle indagini parlamentari. Secondo l'iniziativa "Proti politični policiji", alcuni cittadini hanno subito ritardi presso le unità amministrative locali nel tentativo di presentare firme per il referendum. Ad alcuni è stato riferito che le presentazioni non potevano essere elaborate a causa di problemi di sistema. La raccolta delle firme è iniziata il 10 giugno e si prevede che si concluderà il 14 luglio, con il gruppo che ha raccolto 34.104 firme su 40.000 richieste. L'emendamento proposto, approvato dall'Assemblea nazionale alla fine di maggio, avrebbe limitato gli individui sotto indagine dal contestare le decisioni dinanzi alla Corte costituzionale e impedire all'Assemblea nazionale di avviare nuove indagini sulla stessa questione dopo aver emesso un rapporto finale.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta le sfide affrontate dagli organizzatori del referendum e il contenuto dell'emendamento giuridico proposto senza apertamente favorire nessuna delle due parti.

Perché questi punteggi (Fattualità 85 · Obiettività 70): Factual accuracy is high as it reports on the challenges faced during signature collection for the referendum, including technical issues at local offices and the current count of signatures. However, the article presents the issue from the perspective of the campaign against the law change, potenti

Demokracija logoDemokracijaVicino a un partitoCentroFattualità 85Obiettività 60ieri
(ACTUALE) Nella rivista Democrazia leggi: Modifiche alla legge sull'indagine parlamentare: referendum contro la "polizia politica" o contro la divulgazione degli affari di Golob e Svoboda?

The article discusses proposed changes to Slovenia's parliamentary investigation law, which aim to limit blockages during investigations and strengthen oversight by the opposition. The amendments were passed by the National Assembly at the end of May 2026, supported by a coalition including SDS, NSi, SLS, Fokus, and Respublika. Critics, including activists from the left-wing parties such as Svoboda and Levica, argue that the new law enables the majority to abuse power and threatens journalists and civil society. Opponents are collecting signatures for a referendum under the misleading campaign title 'Against Political Police,' aiming to challenge the amended law. As of late June 2026, they had gathered around 25,602 verified signatures out of the required 40,000, but the campaign has slowed down recently.

Lettura del bias (Centro): The article presents both perspectives—supporters of the legal changes who claim they improve efficiency and prevent constitutional challenges, and opponents who criticize them as enabling political abuse. It does not favor one side through loaded language, one-sided sourcing, or omission of context

Perché questi punteggi (Fattualità 85 · Obiettività 60): This article explains the legal changes and their implications, citing sources and providing context. It mentions both supporters and critics of the law change. While factual content is solid, the tone suggests a leaning toward the opposition's view, reducing objectivity.

Nova24TV logoNova24TVVicino a un partitoDestraFattualità 80Obiettività 65l’altro ieri
Godczeva con i fatti ha smascherato le menzogne sulla "polizia politica"

The article discusses the controversy surrounding a proposed amendment to Slovenia’s law on parliamentary investigations, which has sparked a referendum campaign led by figures such as Pavel Gantar, Dušan Keber, and Spomenka Hribar. The campaigners claim the amendment would establish a 'political police' by allowing investigations into individuals’ communications and devices, allegedly violating citizens' rights. However, Jelka Godec, an SDS MP, refutes these claims by citing specific legal provisions, emphasizing that the law targets public officials, politicians, and entities linked to public interests, not ordinary citizens. She criticizes opponents of the amendment for spreading misinformation and failing to provide concrete legal references. Meanwhile, former Prime Minister Robert Golob and other influential figures have actively promoted the referendum, using emotionally charged rhetoric to encourage public support.

Lettura del bias (Destra): The article frames the debate around the proposed law as a defense of legal clarity and parliamentary oversight against exaggerated fears of surveillance. It emphasizes the legal framework provided by the law and critiques opponents for spreading misinformation, aligning more closely with the pro-am

Perché questi punteggi (Fattualità 80 · Obiettività 65): The article provides factual information about the number of signatures collected and mentions the involvement of political figures like Robert Golob. It includes quotes from politicians but leans towards supporting the anti-political police narrative. Factuality is good, but objectivity is compromi

Žurnal24 logoŽurnal24IndipendenteCentroFattualità 75Obiettività 55ieri
Ana Holiday, vittima di centinaia di commenti offensivi

Televizijska voditeljica Ana Praznik je javno pojasnila, da je podpisala zahtevo za razpis referenduma 'proti politični policiji', saj si želi živeti svobodno in brez strahu pred posledicami zaradi drugačnega mnenja. Po objavi njenega videoposnetka so se pojavili več kot 500 žaljivih in vulgarnih komentarjev na družbenih omrežjih. Praznik je poudarila, da ne želi reagirati na takšne komentarje in da jih ni prijavila, saj ji je duševni mir vreden več. Zavod Center za informiranje, sodelovanje in razvoj nevladnih organizacij (CNVOS) je takšne komentarje obsodil in pozval k strpnejšemu javnemu dialogu.

Lettura del bias (Centro): The article presents Ana Praznik's statement supporting a referendum against 'political police' and describes the backlash she received online. It includes her response to the negative comments and a statement from CNVOS condemning online harassment. The article does not exhibit clear bias toward a

Perché questi punteggi (Fattualità 75 · Obiettività 55): The article focuses heavily on Ana Praznik's personal experience and the backlash she received, which may not represent the broader context of the referendum. The emphasis on emotional reactions reduces objectivity. Factuality is moderate as it reports on her actions and public response.

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