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Ben Gvir chiede pubblicamente di uccidere "tra 30 e 40 persone ogni notte" a Gaza
World🏛️ PoliticaCentro6 gg fa

Ben Gvir chiede pubblicamente di uccidere "tra 30 e 40 persone ogni notte" a Gaza

Un politico israeliano di alto rango della coalizione di estrema destra del primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiesto pubblicamente di uccidere "tra 30 e 40 persone ogni notte" a Gaza durante un'intervista in podcast con un ex ostaggio detenuto a Gaza. I commenti sono stati fatti da Itamar Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale di Israele, che ha criticato la recente riduzione degli attacchi israeliani a Gaza e ha sostenuto che alcuni palestinesi "non sono degni di vivere".

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicamente respinto il piano di cessate il fuoco proposto dal presidente Donald Trump per Gaza, segnando un'altra escalation nel conflitto in corso. Secondo i rapporti di diversi media, il rifiuto di Netanyahu arriva in mezzo a crescenti pressioni interne in Israele, in particolare da parte di figure politiche di linea dura che sostengono ulteriori azioni militari contro i palestinesi nei territori occupati.

La controversia che circonda la posizione di Netanyahu ha guadagnato una nuova attenzione dopo le recenti dichiarazioni di Itamar Ben-Gvir, un ministro di estrema destra nel governo di Netanyahu. "Queste osservazioni, che sono emerse il 17 agosto 2026, hanno scatenato indignazione tra le organizzazioni per i diritti umani e gli organismi legali internazionali, con molti che le citano come prova di potenziale intenzione genocida. Mentre Israele ha costantemente negato le accuse di genocidio, i commenti hanno intensificato lo scrutinio delle politiche del paese nei confronti della popolazione palestinese. Ben-Gvir, una figura di spicco del movimento ultranazionalista, detiene un potere significativo all'interno dell'apparato di sicurezza israeliano.

Ben-Gvir è stato nominato presidente della Giunta Nazionale dei Palestinesi il 7 ottobre 2023 dopo l'attacco di Hamas, durante il quale i militanti hanno ucciso circa 1.200 israeliani e preso quasi 250 ostaggi. Molti dei prigionieri hanno poi descritto lunghi periodi di fame, abusi fisici e psicologici e, in alcuni casi, aggressioni sessuali.

Nonostante la sua mancanza di comando diretto sulle operazioni militari, Ben-Gvir esercita una notevole influenza sulla strategia di sicurezza di Israele. Ha precedentemente sostenuto la riduzione delle razioni alimentari per i prigionieri palestinesi, una pratica che ha portato a una sentenza della Corte Suprema nel 2025 che condannava le strutture di detenzione gestite dallo stato sotto la sua supervisione. La corte ha ritenuto che le condizioni violavano gli standard di base del trattamento umano.

Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, oltre 1.250 civili sono stati uccisi negli attacchi aerei israeliani da quando l'accordo è entrato in vigore. Mentre le autorità israeliane affermano che i loro attacchi mirano agli operatori di Hamas, i critici sostengono che la campagna colpisce in modo sproporzionato i non combattenti.

Ben-Gvir ha suggerito che l'emigrazione su larga scala dei palestinesi da Gaza potrebbe essere perseguita, insieme al reinsediamento dei coloni israeliani nell'area.

Ben-Gvir stesso ha dichiarato che "tutta Gaza appartiene a noi", sostenendo l'istituzione di insediamenti in tutto il territorio e l'eliminazione delle minacce percepite attraverso uccisioni mirate. Queste dichiarazioni arrivano mentre il governo israeliano affronta crescenti critiche nazionali e internazionali sulla sua gestione del conflitto. La Corte internazionale di giustizia ha stabilito nel luglio 2024 che l'occupazione israeliana della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e di Gaza viola il diritto internazionale, sollecitando una fine immediata dell'occupazione.

Nonostante ciò, i legislatori israeliani hanno approvato risoluzioni che si oppongono alla creazione di uno stato palestinese indipendente, riflettendo una resistenza persistente a sforzi di pace significativi. Nel frattempo, le nazioni occidentali continuano a offrire un sostegno retorico alla soluzione dei due stati, mentre non riescono a intraprendere azioni decisive contro le violazioni israeliane del diritto internazionale.

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El Mundo logoEl MundoIndipendente🔒ConservatoreFattualità 75Obiettività 456 gg fa
Ben Gvir chiede pubblicamente di uccidere "tra 30 e 40 persone ogni notte" a Gaza

Un politico israeliano di alto rango della coalizione di estrema destra del primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiesto pubblicamente di uccidere "tra 30 e 40 persone ogni notte" a Gaza durante un'intervista in podcast con un ex ostaggio detenuto a Gaza. I commenti sono stati fatti da Itamar Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale di Israele, che ha criticato la recente riduzione degli attacchi israeliani a Gaza e ha sostenuto che alcuni palestinesi "non sono degni di vivere".

Lettura del bias (Conservatore): L'articolo presenta dichiarazioni esplicite di un eminente ministro israeliano che sostiene le uccisioni mirate a Gaza, usando un linguaggio disumanizzante ("non degno di vivere").

Perché fattualità (75): The article reports on statements made by Israeli politician Itamar Ben-Gvir, which are presented as public remarks advocating targeted killings in Gaza. These statements are contextualized within the broader political and military situation in Israel and Gaza. While the content does not directly re

Perché obiettività (45): The article presents the statements of Itamar Ben-Gvir in a manner that emphasizes the controversial nature of his comments, using emotionally charged language such as 'asesinar' (kill) and 'no deberían vivir' (they shouldn't live). This framing suggests a critical stance toward Ben-Gvir's views, po

IPS News (Inter Press Service) logoIPS News (Inter Press Service)IndipendenteProgressistaFattualità 50Obiettività 2011 gg fa
Frankenstein in carica: Netanyahu respinge il piano di Trump per Gaza

L'articolo discute il rifiuto da parte di Israele del piano di pace proposto da Donald Trump a Gaza, criticando le azioni in corso di Israele contro i palestinesi come una continuazione della pulizia etnica sistematica sin dalla fondazione del paese. Fa riferimento al mandato d'arresto della Corte penale internazionale per il primo ministro israeliano Netanyahu, da cui l'Occidente avrebbe aiutato a proteggerlo. Il pezzo inquadra la creazione di Israele come un'iniziativa occidentale che ha ignorato la sofferenza palestinese e ha concesso all'Israele l'immunità.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo utilizza un linguaggio fortemente condannatorio ("genocidio", "pulizia etnica", "stato canaglia") e presenta una prospettiva critica sulle azioni di Israele e sul ruolo dell'Occidente nel consentirle.

Perché fattualità (50): The article incorrectly attributes the ICC arrest warrants to Netanyahu being 'charged with war crimes and crimes against humanity' while the primary source document states that the ICC found 'reasonable grounds to believe' that Netanyahu and others bear criminal responsibility for specific crimes.

Perché obiettività (20): The article uses emotionally charged language such as 'genocide,' 'catastrophe,' and 'rogue state' to frame Israel negatively. It presents a one-sided narrative that blames the West for enabling Israel's actions and portrays the ICC arrest warrants as a punishment for protecting Netanyahu, which is

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