Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicamente respinto il piano di cessate il fuoco proposto dal presidente Donald Trump per Gaza, segnando un'altra escalation nel conflitto in corso. Secondo i rapporti di diversi media, il rifiuto di Netanyahu arriva in mezzo a crescenti pressioni interne in Israele, in particolare da parte di figure politiche di linea dura che sostengono ulteriori azioni militari contro i palestinesi nei territori occupati.
La controversia che circonda la posizione di Netanyahu ha guadagnato una nuova attenzione dopo le recenti dichiarazioni di Itamar Ben-Gvir, un ministro di estrema destra nel governo di Netanyahu. "Queste osservazioni, che sono emerse il 17 agosto 2026, hanno scatenato indignazione tra le organizzazioni per i diritti umani e gli organismi legali internazionali, con molti che le citano come prova di potenziale intenzione genocida. Mentre Israele ha costantemente negato le accuse di genocidio, i commenti hanno intensificato lo scrutinio delle politiche del paese nei confronti della popolazione palestinese. Ben-Gvir, una figura di spicco del movimento ultranazionalista, detiene un potere significativo all'interno dell'apparato di sicurezza israeliano.
Ben-Gvir è stato nominato presidente della Giunta Nazionale dei Palestinesi il 7 ottobre 2023 dopo l'attacco di Hamas, durante il quale i militanti hanno ucciso circa 1.200 israeliani e preso quasi 250 ostaggi. Molti dei prigionieri hanno poi descritto lunghi periodi di fame, abusi fisici e psicologici e, in alcuni casi, aggressioni sessuali.
Nonostante la sua mancanza di comando diretto sulle operazioni militari, Ben-Gvir esercita una notevole influenza sulla strategia di sicurezza di Israele. Ha precedentemente sostenuto la riduzione delle razioni alimentari per i prigionieri palestinesi, una pratica che ha portato a una sentenza della Corte Suprema nel 2025 che condannava le strutture di detenzione gestite dallo stato sotto la sua supervisione. La corte ha ritenuto che le condizioni violavano gli standard di base del trattamento umano.
Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, oltre 1.250 civili sono stati uccisi negli attacchi aerei israeliani da quando l'accordo è entrato in vigore. Mentre le autorità israeliane affermano che i loro attacchi mirano agli operatori di Hamas, i critici sostengono che la campagna colpisce in modo sproporzionato i non combattenti.
Ben-Gvir ha suggerito che l'emigrazione su larga scala dei palestinesi da Gaza potrebbe essere perseguita, insieme al reinsediamento dei coloni israeliani nell'area.
Ben-Gvir stesso ha dichiarato che "tutta Gaza appartiene a noi", sostenendo l'istituzione di insediamenti in tutto il territorio e l'eliminazione delle minacce percepite attraverso uccisioni mirate. Queste dichiarazioni arrivano mentre il governo israeliano affronta crescenti critiche nazionali e internazionali sulla sua gestione del conflitto. La Corte internazionale di giustizia ha stabilito nel luglio 2024 che l'occupazione israeliana della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e di Gaza viola il diritto internazionale, sollecitando una fine immediata dell'occupazione.
Nonostante ciò, i legislatori israeliani hanno approvato risoluzioni che si oppongono alla creazione di uno stato palestinese indipendente, riflettendo una resistenza persistente a sforzi di pace significativi. Nel frattempo, le nazioni occidentali continuano a offrire un sostegno retorico alla soluzione dei due stati, mentre non riescono a intraprendere azioni decisive contro le violazioni israeliane del diritto internazionale.
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