L'Europa sta attraversando un periodo di caldo record, mentre si intensificano la siccità e gli incendi boschivi. L'Europa occidentale ha subito il periodo più caldo mai registrato tra giugno e luglio, con caldo estremo, siccità e incendi che hanno colpito parti dell'emisfero settentrionale. Secondo l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, il riscaldamento climatico sta rendendo le ondate di calore più frequenti, intense, più lunghe e più diffuse. L'OMM ha confermato che giugno-luglio 2026 ha segnato il periodo più caldo della storia, con luglio eguagliato al secondo mese più caldo a livello globale. 47 gradi Celsius superiori al livello preindustriale stimato. Le temperature della superficie del mare hanno anche raggiunto il livello più alto mai registrato per luglio. Le ondate di caldo si rifiutano di lasciarsi andare.
Secondo l'Ufficio Meteo del Regno Unito, alcune zone dell'Inghilterra meridionale potrebbero raggiungere i 36 gradi entro giovedì. L'intensità del caldo è senza precedenti, con alcune regioni che riportano temperature che sarebbero state rare anche qualche decennio fa. John Kennedy, responsabile delle informazioni sul clima presso l'OMM, ha osservato che la scala del caldo di oggi è sorprendente rispetto alle condizioni di cinque decenni fa.
Kennedy ha fatto riferimento al giugno 1976, quando i modelli di pressione atmosferica erano simili a quelli osservati nel 2026. Tuttavia, a differenza del mondo relativamente più freddo del 1976, la situazione attuale mostra un'inversione, le aree che una volta vivevano temperature superiori alla media ora affrontano calore estremo. "Il calore estremo sta diventando più frequente, più intenso", ha affermato Kennedy, sottolineando che il calore dura anche più a lungo e si diffonde su aree più ampie. Il calore persistente sta peggiorando le condizioni di siccità in alcune parti d'Europa, influenzando l'agricoltura, i livelli dei fiumi, i trasporti e le forniture di energia.
La combinazione di caldo estremo, secchezza prolungata e elevato rischio di incendio sta mettendo a dura prova i servizi di emergenza e le comunità locali. I vigili del fuoco e gli operatori di emergenza affrontano maggiori pericoli di ustioni, lesioni e prolungata esposizione al fumo pesante. L'Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che il fumo di incendi forestali rappresenta un grave rischio per la salute pubblica a causa di particelle sottili. Il portavoce dell'OMS Tarik Jasarevic ha sottolineato che l'esposizione a tale fumo è legata a morti premature e può esacerbare o causare malattie che colpiscono polmoni, cuore, cervello, sistema nervoso, pelle, reni e occhi.
I gruppi vulnerabili includono bambini, anziani, donne incinte e individui con malattie croniche. Le implicazioni per la salute si estendono oltre gli effetti immediati, con conseguenze a lungo termine per i sistemi respiratorio e cardiovascolare. L'OMM attribuisce il modello attuale sia al riscaldamento globale a lungo termine che ai sistemi di alta e bassa pressione persistenti. Per gli scienziati del clima, il contrasto con il passato è sempre più evidente: le temperature estreme non sono più eventi isolati ma parte di una più ampia tendenza verso un mondo più caldo.
Mentre le ondate di caldo continuano a diffondersi in Europa, le autorità si trovano di fronte a una crescente pressione per attuare misure volte a proteggere le popolazioni dalle minacce combinate di caldo estremo, siccità e fumo da incendi forestali.La situazione sottolinea l'urgente necessità di strategie di adattamento e una maggiore preparazione di fronte alle sfide climatiche in aumento.
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