Il Parlamento francese ha approvato all'unanimità l'abolizione del "Code Noir" e di tutti i testi correlati che regolamentavano la schiavitù nei territori francesi d'oltremare, che non erano mai stati formalmente abrogati dalla loro abolizione nel 1848. L'iniziativa interpartitica, guidata dal deputato guadalupino Max Mathiasin, è stata approvata sia dall'Assemblea Nazionale che dal Senato. Questa mossa simbolica mira ad affrontare le ingiustizie storiche e promuovere la riconciliazione tra la Francia continentale e le sue ex colonie. Il 'Code Noir', istituito attraverso editti reali tra il XVII e il XVIII secolo, forniva un quadro legale per la schiavitù nelle colonie francesi, nonostante fosse illegale nella Francia continentale all'epoca. Queste leggi, sebbene non fossero più legalmente vincolanti, furono viste come un doloroso ricordo del passato coloniale francese.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo sottolinea il significato simbolico e morale dell'abolizione del 'Code Noir', evidenziando gli sforzi per riconoscere l'ingiustizia storica e promuovere la riconciliazione. La Commissione ha presentato un progetto di legge che prevede l'istituzione di un comitato di sorveglianza per la lotta contro la schiavitù, il cui compito è quello di promuovere l'integrazione sociale e la promozione della dignità delle persone colpite dalla schiavitù.





