Il rilascio è stato annunciato tramite la piattaforma di social media di Trump, Truth Social, dove ha dichiarato che la Russia aveva accettato la sua libertà "per ragioni umanitarie" dopo le discussioni con il presidente russo Vladimir Putin. Trump ha sottolineato che non vi era alcun scambio di prigionieri e che Mosca non ha richiesto alcuna forma di risarcimento. Gilman, che ha prestato servizio nel Corpo dei Marines degli Stati Uniti, è stato arrestato nel gennaio 2022 durante un viaggio in treno attraverso la Russia. Secondo i rapporti dell'organizzazione non profit Global Reach, che ha fatto campagna per la sua liberazione, è stato inizialmente portato in una stazione di polizia invece di ricevere assistenza medica per la sua condizione.
L'agenzia di stampa statale russa Tass ha riferito che Gilman è stato detenuto alla stazione ferroviaria di Voronezh a causa di presunto intossicazione e comportamento aggressivo. Ha affermato di aver colpito un membro dello staff alla stazione. Durante la sua detenzione, è stato sottoposto a maltrattamenti, con resoconti di lavoratori ospedalieri che descrivono la sua condizione come critica e pericolosa per la vita.
Il 30 giugno è stato trasferito dall'infermeria della prigione a un ospedale civile a Voronezh. Sua sorella, Lexie Hudson, ha parlato a nome di Gilman, esprimendo la sua indignazione per il trattamento ricevuto. Ha descritto come i russi lo avevano danneggiato ingiustamente a causa della sua nazionalità e del servizio militare. La famiglia aveva a lungo cercato il suo rilascio, con gruppi di difesa che hanno svolto un ruolo chiave nel sensibilizzare il suo caso. Secondo le dichiarazioni di Trump, ha chiamato personalmente Gilman prima del suo ritorno negli Stati Uniti.
Il suo ritorno segna il culmine di una lunga battaglia legale e di sforzi diplomatici che si estendono per diversi anni. Le circostanze che circondano l'arresto di Gilman rimangono controverse. Mentre le autorità russe hanno citato la cattiva condotta e l'aggressività legate all'alcol come motivi di detenzione, i sostenitori sostengono che i suoi problemi di salute sono stati ignorati, portando a sofferenze prolungate. Il suo caso mette in evidenza le complessità delle procedure legali transfrontaliere e le sfide affrontate dai cittadini stranieri nel navigare in sistemi giudiziari sconosciuti.
Alcuni hanno elogiato l'esito come un passo positivo verso la risoluzione delle controversie legali internazionali, mentre altri hanno messo in dubbio se le condizioni del suo rilascio riflettano tensioni diplomatiche più ampie.
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