Coles e Woolworths, due delle più grandi catene di supermercati australiani, hanno testato la tecnologia di riconoscimento facciale in ambienti controllati, anche se nessuna delle due società ha confermato i piani per implementarla nei negozi. I test arrivano in un contesto di crescente interesse tra i rivenditori per sfruttare l'intelligenza artificiale per affrontare le crescenti preoccupazioni relative alla criminalità al dettaglio e alla sicurezza dei dipendenti. Tuttavia, le società hanno sottolineato che questi test rimangono preliminari e non comportano il monitoraggio in tempo reale di clienti o personale. Secondo i rapporti, i test sono iniziati come parte di sforzi più ampi per combattere incidenti come aggressione, furto e minacce legate alle armi nei negozi.
L'Australian Financial Review ha precedentemente notato che entrambi i supermercati avevano "condotto test iniziali" della tecnologia. Interrogato dall'ABC, Coles ha chiarito che non aveva condotto un processo formale che coinvolgesse il riconoscimento facciale. Invece, la società ha descritto il processo come un "test di prova di concetto controllato, piccolo e una tantum", che non raccoglieva dati personali da clienti o dipendenti. Un portavoce di Coles ha dichiarato che non era stata ancora presa alcuna decisione in merito all'implementazione di tale tecnologia.
Un rappresentante di Woolworths si è concentrato sull'importanza di garantire la sicurezza, osservando che nonostante le iniziative esistenti, gli incidenti di aggressione e conflitto continuano a verificarsi regolarmente nei negozi.
Questi problemi hanno portato a un esame regolamentare, in particolare in Australia, dove il Commissario alla Privacy ha recentemente pubblicato una guida aggiornata sull'uso di tale tecnologia negli spazi pubblici, compresi gli ambienti di vendita al dettaglio. Questa guida è arrivata dopo una sentenza fondamentale nel febbraio 2024, in cui Bunnings, un importante rivenditore di hardware australiano, ha difeso con successo il suo uso della tecnologia di riconoscimento facciale in seguito a un'indagine sulla violazione della privacy.
Secondo Chris Rodwell, amministratore delegato dell'Australian Retail Council (ARC), i dipendenti del settore retail affrontano "livelli inaccettabili di violenza, minacce, intimidazioni e abusi" nei negozi.
Le linee guida aggiornate del Commissario per la privacy consentono l'uso del riconoscimento facciale nelle aree pubbliche, a condizione che siano in atto garanzie rigorose. Ciò include la trasparenza sulle pratiche di raccolta dei dati, i limiti alla conservazione dei dati e i meccanismi per affrontare errori o reclami. I rivenditori devono bilanciare questi requisiti con le esigenze pratiche di mantenere luoghi di lavoro sicuri. I dati sulla prevalenza della criminalità nei supermercati evidenziano l'urgenza di trovare soluzioni efficaci. Un sondaggio condotto dall'Associazione Shop, Distributive and Allied Employees (SDA), che rappresenta migliaia di lavoratori al dettaglio e di magazzino, ha rivelato che circa un terzo degli intervistati si sentiva insicuro al lavoro.
I risultati sottolineano le pressioni affrontate dal personale di prima linea e la necessità di solide misure di sicurezza. Mentre la fase di test continua, il percorso in avanti per Coles e Woolworths rimane incerto. Entrambe le aziende hanno espresso l'impegno a esplorare innovazioni tecnologiche che migliorano la sicurezza, ma non hanno indicato piani immediati per implementare il riconoscimento facciale nei negozi. Man mano che le discussioni sulla privacy e la sicurezza si evolvono, le decisioni prese da questi rivenditori potrebbero influenzare l'adozione più ampia della tecnologia in tutto il settore retail.
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