Il primo ministro britannico Andy Burnham ha scambiato messaggi con qualcuno che impersonava il capo dello staff di Donald Trump, Susie Wiles, secondo informazioni recentemente divulgate. L'incidente è venuto alla luce dopo che i rapporti di Politico hanno scatenato l'allarme all'interno dell'ambasciata britannica, spingendo i funzionari a sollevare preoccupazioni direttamente con le controparti della Casa Bianca. I messaggi, che non sono stati descritti in dettaglio, si dice siano avvenuti tra la metà di giugno e l'inizio di agosto 2026, coincidendo con il ritorno di Burnham a Westminster dopo la sua vittoria nelle elezioni di Makerfield.
Mentre le fonti di Downing Street hanno confermato che Burnham aveva comunicato con l'imitatore, hanno sottolineato che i messaggi non erano considerati un rischio significativo.
L'FBI ha successivamente avviato un'indagine sulla violazione, notando che l'imitatore aveva usato l'intelligenza artificiale per imitare la voce di Wiles nell'invio di messaggi e nel fare chiamate ai politici repubblicani. La Casa Bianca ha ribadito il suo impegno a salvaguardare la sicurezza informatica del suo personale, mentre l'FBI ha affermato che tutte le minacce contro Trump sono state prese con la massima serietà.
Si sa che Burnham non ha avuto una conversazione telefonica diretta con l'impostore e l'attività sospetta è stata rapidamente segnalata alle autorità competenti. Tuttavia, la mancanza di chiarezza sul contenuto e il contesto dei messaggi ha lasciato molte domande senza risposta.
Le agenzie di intelligence hanno emesso avvertimenti su una campagna di testo e voce dannosa in corso, in cui gli attori impersonano alti funzionari del governo per manipolare o fuorviare gli individui. Queste campagne sono state collegate a gruppi di hacker sponsorizzati dallo stato, compresi quelli che presumibilmente operano sotto la bandiera dell'Iran e della Cina. Ad esempio, nell'aprile 2025, un hacker ha violato il sistema di comunicazione utilizzato da Mike Waltz, l'ex consigliere per la sicurezza nazionale, portando all'intercettazione di messaggi da più funzionari. Inoltre, la Casa Bianca ha riconosciuto che il Salt Typhoon, una presunta operazione di cyber spionaggio cinese, aveva preso di mira e registrato chiamate di "personaggi molto alti" americani.
Burnham non è il primo leader britannico di spicco a incontrare tali inganni. Nel 2015, un chiamante ingannevole ha falsamente affermato di essere il direttore del GCHQ, l'agenzia di intelligence dei segnali del Regno Unito, ed è stato prontamente disconnesso dall'allora primo ministro David Cameron. Al suo ritorno in politica attiva come segretario degli esteri nel 2023, Cameron è stato ingannato per rispondere a una chiamata di un burlone russo che impersonava un ex presidente ucraino. Un video della chiamata è stato pubblicato online, con l'obiettivo di mettere in imbarazzo il Partito Conservatore, con Cameron che scherzava sul fatto che il partito laburista avrebbe continuato a sostenere l'Ucraina.
Allo stesso modo, nel 2022, il segretario alla Difesa Ben Wallace e il segretario agli Esteri Priti Patel sono stati ingannati da "impostori" russi che si presentavano come funzionari ucraini. Entrambi hanno tenuto videochiamate, credendo di parlare con rappresentanti reali, prima di rendersi conto dell'inganno e di terminare le conversazioni. Questi casi ripetuti evidenziano la minaccia persistente di impersonazione e disinformazione abilitata al cyber, in particolare in contesti politicamente sensibili. Man mano che le tensioni internazionali persistono e la comunicazione digitale diventa sempre più parte integrante della governance, la necessità di solide misure di sicurezza informatica e protocolli di verifica diventa sempre più urgente.
Le implicazioni dell'incontro di Burnham con l'imitatore sottolineano la vulnerabilità anche dei più alti livelli di leadership politica a sofisticate tattiche di ingegneria sociale.
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