A seguito dell'attacco antisemita a Bondi Beach di Sydney, lo stato australiano del Nuovo Galles del Sud ha annunciato un programma di riacquisto di armi da fuoco vietate. L'iniziativa, che inizierà a novembre, consente ai proprietari di armi di consegnare le loro pistole e fucili proibiti in cambio di un risarcimento. La mossa arriva otto mesi dopo l'attacco, che è stato uno dei più mortali nella storia recente dell'Australia. Il primo ministro Anthony Albanese ha confermato il piano, affermando che altri stati seguiranno l'esempio nell'attuazione di misure simili.
Un uomo di 50 anni di nome Sajid Akram e suo figlio Naveed hanno aperto il fuoco su una folla, uccidendo 15 persone e ferendone decine di altre. La polizia ha ucciso Sajid Akram durante l'incidente.
Il governo ha stanziato fino a 1.000 dollari australiani per arma, circa 612 euro, come compensazione. I costi associati al programma di riacquisto saranno condivisi tra il governo statale e il governo federale. Il premier del New South Wales, Chris Minns, ha sottolineato l'importanza di rimuovere le armi pericolose dalla circolazione. Ha dichiarato che l'obiettivo è quello di garantire che queste armi da fuoco siano consegnate, compensate e poi distrutte in modo sicuro. Il programma mira a ridurre il numero di armi ad alto rischio nella comunità, migliorando così la sicurezza pubblica. Minns ha descritto l'iniziativa come ambiziosa ma diretta, concentrandosi sulla riduzione della minaccia rappresentata dalle armi da fuoco illegali.
Il primo ministro Anthony Albanese ha ribadito la necessità di riforme nazionali complessive per evitare che tali attacchi si ripetano. Ha sottolineato la necessità di affrontare le cause alla radice della violenza armata e garantire che vengano adottate tutte le misure necessarie per proteggere i cittadini da minacce future. L'attuazione del programma di riacquisto aveva subito ritardi a causa di controversie sul finanziamento e sfide logistiche. Tuttavia, il governo ha ora risolto questi problemi e ha avanzato con il piano.
I sopravvissuti hanno parlato del trauma che hanno subito, mentre i leader locali hanno chiesto un'azione legislativa più forte. Le organizzazioni comunitarie sono state anche coinvolte nel sostenere misure di sicurezza aumentate intorno agli spazi pubblici e ai siti religiosi. L'incidente ha riacceso i dibattiti sulle politiche di controllo delle armi in tutta l'Australia, con molti che sostengono che sono necessarie ulteriori restrizioni per prevenire tragedie simili. Il programma di riacquisto rappresenta un passo significativo negli sforzi del New South Wales per migliorare la sicurezza pubblica in seguito all'attacco. Mentre l'attenzione iniziale è a livello statale, ci sono indicazioni che altri stati australiani potrebbero adottare misure simili nei prossimi mesi.
Il successo del programma dipenderà da un'attuazione efficace e da finanziamenti sufficienti per coprire i costi associati al risarcimento dei proprietari di armi e alla distruzione delle armi raccolte.
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