Questo articolo discute il concetto giuridico di 'alienazione degli affetti', un atto illecito che consente a un coniuge di citare in giudizio un terzo per interferire nel loro matrimonio attraverso un coinvolgimento romantico. L'autore critica l'argomento che tale atto illecito sia ingiusto perché il terzo (l'amante) non ha fatto una promessa al coniuge. Invece, l'autore traccia paralleli tra alienazione degli affetti e responsabilità per complicità, dove incoraggiare consapevolmente qualcuno a commettere un errore può rendere l'incoraggiatore legalmente responsabile. L'autore sostiene che mentre l'abolizione del atto illecito in 45 stati può essere ragionevole, non è dovuto all'affermazione che solo i coniugi sono in colpa. Utilizzando esempi come l'interferenza intenzionale con i contratti, l'autore spiega che anche se due parti non hanno proprietà l'una sull'altra, facilitare consapevolmente una violazione di un accordo volontario può comunque comportare responsabilità legale.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un'analisi giuridica dell'alienazione dei dolori affettivi e il suo confronto con la responsabilità per complicità. Non assume una chiara posizione ideologica, ma fornisce piuttosto una spiegazione equilibrata dei principi e degli argomenti legali che circondano la questione.




