Assemblea costituente
Vannacci: «L’Italia agli italiani, noi guardiani del sovranismo». E dice no alle alleanze «con chi porta avanti l’agenda Draghi»
«Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo». Invitati tutti i leader di partito. Il centrosinistra ha dato forfait. La linea del centrodestra è invece quella di presenziare solo con delegazioni composte da esponenti locali.
di Andrea Gagliardi
12 giugno 2026
«L’Italia agli italiani. Siamo qui per fare i loro interessi. Con la sporca dozzina e i figli di nessuno ce la faremo». E ancora: «O con noi di Futuro Nazionale, guardiani del sovranismo e della cittadinanza, o con Von der Leyen, Draghi, multinazionali e globalismo». Con questi slogan Roberto Vannacci infiamma la platea dal palco dell’assemblea costituente del suo partito in corso a Roma. E si colloca, se ci fosse bisogno di conferma, come il leader di un partito fieramente anti-establishment. Il generale risponde alle accuse della premier Giorgia Meloni (non citata per nome) ai “futuristi” di non essere «la vera destra ma funzionali alla sinistra», non avendo quasi mai votato la fiducia al Governo. Ed elenca allora tutte le volte in cui in Europa «Forza Italia ha votato contro, insieme a Pd, M5S e Avs» misure ritenute di destra dal leader di FnV. Poi incalza: «Perché dovrei allearmi con questa alleanza di centrodestra che continua a portare avanti l’agenda Draghi, il Green deal o il debito comune?» E rilancia: «Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo». E ancora: «Noi siamo radicati nella tradizione romana e cristiana e ancorati con i piedi a terra»
Il discorso dal palco
Vannacci parla dal palco dell’assemblea costituente. Tra delegati e ospiti “tutto esaurito” con 1.700 persone. Sarà sempre il generale a concludere la due giorni romana che definirà la struttura del partito, con tanto di esecutivo nazionale e programma. Famiglie, imprese e scuola, almeno, tra i punti che si andranno ad aggiungere ai cavalli di battaglia per una linea programmatica a 360 gradi.
L’invito ai leader di partito
Il generale per il battesimo alla sua creatura politica, che al momento conta una truppa in Parlamento di otto deputati, ha invitato nelle scorse settimane tutti i leader di partito. Il centrosinistra ha dato forfait. La linea del centrodestra, concordata in una telefonata tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi, è invece quella di presenziare con delegazioni composte da esponenti locali. Alla sessione inaugurale hanno presenziato i coordinatori cittadini romani di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, rispettivamente il deputato Marco Perissa, Luisa Regimenti e Angelo Valeriani.
La collocazione di Futuro nazionale
Il peso elettorale di FnV, dato in crescita nei sondaggi quasi a tallonare la Lega, interroga tutti i leader del centrodestra e non solo. FnV resterà fuori dal perimetro della maggioranza? «Se continuano a votare come la Schlein, Boldrini e Ricciardi, mi sembra evidente la scelta che hanno fatto...» dice Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di Fratelli d’Italia. E ancora: sarebbe conveniente tenere dentro i vannacciani, alla luce della legge elettorale in cantiere? «La domanda va posta a chi sta decidendo di spaccare il centrodestra per aiutare la sinistra a vincere le elezioni» la chiosa di Donzelli.
Dal canto suo, Edoardo Ziello, deputato e responsabile Organizzazione di Futuro nazionale, scrive sui social: “Adesso anche Meloni attacca inspiegabilmente il Generale, anziché aprirsi a lui per rafforzare la destra. Evidentemente è sotto pressione da parte dei Salvini di turno. Adesso è tutto molto chiaro. Vuole costruire lo stesso cordone sanitario, intorno a Futuro Nazionale, che il suo amico Merz ha fatto nei confronti di Afd in Germania (peraltro senza riuscirci). Presidente Meloni, non è Vannacci che indebolisce il centrodestra, ma chi governa non mantenendo le promesse fatte. È così che vince la sinistra. Noi rimaniamo fedeli ai nostri valori e non ci annacquiamo per qualche posto di potere in più».
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