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ItalyPolitics2 days ago

President Meloni, Italy is proudly anti-fascist: do you accept this or resign?

The article discusses Italian Prime Minister Giorgia Meloni's response to a proposal by the 'Più libri più liberi' book fair requiring publishers to sign an anti-fascist declaration to participate in the 2026 edition. Meloni criticized this as censorship and incompatible with democracy. The article then provides historical context on fascism, detailing its suppression of dissent, closure of newspapers, establishment of special tribunals, and its impact on Italy during World War II.

di Roberto Celante

La fiera “Più libri più liberi” chiederà agli editori di sottoscrivere una dichiarazione di antifascismo per partecipare all’edizione 2026. “È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono”. Così ha commentato Giorgia Meloni sui social, concludendo: “La censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.

In realtà, è il fascismo ad essere incompatibile la democrazia , proprio perché non ammetteva alcun dissenso: aveva dichiarato decaduti i deputati appartenenti agli altri partiti, che aveva sciolto, così come i sindacati; aveva chiuso alcune testate giornalistiche ed imposto la censura preventiva a quelle superstiti; aveva istituito un Tribunale Speciale per condannare gli antifascisti al confino e al carcere; aveva assassinato gli avversari più irriducibili, in Italia e all’estero. Aveva dichiarato guerra al mondo intero, mandando a morire centinaia di migliaia di giovani e aveva portato il conflitto sul suolo nazionale, distruggendo un intero Paese. Questo fu il fascismo, ed è per questo che la XII^ Disposizione transitoria e finale della Costituzione ne vieta la riorganizzazione.

Sarebbe già questa una spiegazione sufficiente. La Premier, tuttavia, ha citato la libertà di pensiero, riconosciuta dall’art. 21 Cost., pur dovendo sapere che esso non tutela qualunque manifestazione del pensiero, a prescindere dal contenuto.

La legge, infatti, punisce le fattispecie di vilipendio (artt. 278 e 290 c.p.), così spiegate nientemeno che dalla Cassazione: “Quando la manifestazione di pensiero sia diretta a negare ogni rispetto o fiducia all’istituzione, inducendo i destinatari al disprezzo o alla disobbedienza, non può parlarsi di mera critica bensì di condotta vilipendiosa” (Cass. Pen. Sez. I, sentenza n. 7386/1978).

L’art. 302 c.p. punisce l’istigazione a commettere alcuno dei delitti contro la personalità dello Stato puniti con l’ergastolo o con la reclusione. Contrariamente rispetto alle istigazioni per crimini comuni, all’art. 302 c.p. la tutela penale è anticipata al livello del pericolo astratto che si verifichi quanto atteso dalla condotta istigatrice, per la gravità delle possibili conseguenze.

Vilipendio ed istigazione sono, quindi, forme di manifestazione del pensiero che si pongono al di fuori della tutela costituzionale, per l’intrinseca astratta pericolosità che le connota. Per la stessa ratio, identico trattamento è riservato alla condotta di apologia di fascismo , reato introdotto dalla c.d. “Legge Scelba” (L. 645/1952), che all’art. 4 punisce l’apologia del fascismo, ovvero la condotta di chi fa propaganda per la riorganizzazione del disciolto partito fascista, e di “chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Eppure, l’art. 21 Cost. è lungo, ma non c’è un solo comma che stigmatizzi espressamente il vilipendio verso gli organi costituzionali, l’istigazione a commettere reati contro l’assetto democratico della Repubblica e l’apologia del fascismo. Il limite si ricava dal sistema democratico e libertario edificato dalla Costituzione, che sarebbe a rischio, se fosse riconosciuta la libertà di manifestare un pensiero non solo incompatibile con la democrazia e le libertà garantite dalla Costituzione, ma anche suscettibile di diffondersi e scatenare condotte pericolose, volte a destabilizzare, svilire o rovesciare l’assetto democratico della Repubblica.

L’ideologia fascista, quindi, non può avere cittadinanza in un ordinamento democratico, né ha tutela costituzionale, perché essa rappresenta un pericolo per la sopravvivenza della democrazia e di tutti i diritti costituzionali. Ecco perché la Repubblica italiana è fieramente antifascista: se ciò disturba la Premier, che ha giurato sulla Costituzione, non le resta che rassegnare rapidamente le proprie dimissioni.

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Read the full article at Il Fatto Quotidiano
Source document: XII^ Disposizione transitoria e finale della Costituzione

3 reports

Il Fatto QuotidianoIndependentCenter2 days ago
We were wrong: excluding fascism from public spaces is not censorship but self-defence

The article acknowledges an error in previous reporting regarding the exclusion of fascist figures from public spaces, stating that such exclusions were incorrectly labeled as censorship rather than self-defense. The piece appears to be a correction to prior articles that discussed freedom of expression.

Bias read (Center): The article presents a correction to prior reporting without overtly favoring any political side. It reframes the discussion around the exclusion of fascist elements from public spaces by acknowledging a prior mischaracterization, but does not take a clear ideological stance beyond this correction.

Il Fatto QuotidianoIndependentLeft6 days ago
President Meloni, Italy is proudly anti-fascist: do you accept this or resign?

The article discusses Italian Prime Minister Giorgia Meloni's response to a proposal by the 'Più libri più liberi' book fair requiring publishers to sign an anti-fascist declaration to participate in the 2026 edition. Meloni criticized this as censorship and incompatible with democracy. The article then provides historical context on fascism, detailing its suppression of dissent, closure of newspapers, establishment of special tribunals, and its impact on Italy during World War II.

Bias read (Left): The article frames Meloni's stance as authoritarian and equates her position with fascist policies, using strong historical comparisons and critical language toward her views. It emphasizes the dangers of fascism and implicitly supports the anti-fascist declaration proposed by the book fair.

Official sources cited

  • government XII^ Disposizione transitoria e finale della Costituzione
Il GiornaleParty-alignedRight6 days ago
Meloni's lesson to publishers: 'Anti-fascist license? Censorship.' But they say: 'No step back'

Italian Prime Minister Giorgia Meloni has criticized what she calls 'censorship' following reports that publishers attending the Rome book fair 'Più Libri Più Liberi' would need to sign an anti-fascist declaration. Meloni argues this requirement represents a form of ideological control by the left, claiming it restricts freedom of expression by limiting what can be said or thought.

Bias read (Right): The article frames Meloni’s comments as a defense of free speech against perceived leftist censorship. The language used ('censorship,' 'ideological control') and the emphasis on Meloni’s criticism suggest a right-leaning perspective. The framing implies that requiring an anti-fascist declaration is

Official sources cited

  • government Giorgia Meloni's statement

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  • governmentXII^ Disposizione transitoria e finale della Costituzione
  • governmentGiorgia Meloni's statement