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ItalyPoliticsOverlooked from the right3 days ago

The anti-Melons and the Federation hunt: are stochastic parrots being sought?

The article discusses La7, an Italian television channel led by Enrico Mentana, and its perceived opposition to Giorgia Meloni, Italy’s current prime minister. It critiques Mentana’s stance against Meloni, suggesting it represents a softer alternative to the current right-wing government, which has faced challenges following the March referendum results. The piece references Sara Wagenknecht, a former member of Germany’s Die Linke, who describes this emerging political direction as a form of neoliberalism attentive to civil rights but indifferent to political and social rights such as true民主和对

“La Sette è la tele anti-telemeloni”, proclama compiaciuto Enrico Mentana , anchorman navigato, ben noto per il suo pregresso in Mediaset e – recentemente – per aver stigmatizzato l’uso del termine “genocidio” riferito alla mattanza in Gaza. Sicché tutto lascia immaginare che il suo anti-melonismo (non propriamente eroico, con una premier azzoppata dall’esito referendario del 22 marzo) si tradurrebbe nell’emergere di una alternativa soft all’attuale destra alla vaccinara, nostalgica e revanscista, che ha perso lo slancio (in Germania gira da mesi un neologismo politico in cui “Meloni” simboleggia un estremismo giunto al potere, che dimentica le promesse fatte: rimpatri di immigrati, difesa dell’identità etnica, protezionismo economico, etc.). Dunque, un’altra destra, più benevola nel perseguire legge-e-ordine ma altrettanto funzionale nel bloccare i disturbatori degli equilibri sociali vigenti. L’ex Die Linke tedesca Sara Wagenknecht ne parla come di un neo-liberismo attento ai diritti civili, quanto sordo a quelli politici (democrazia presa sul serio) e sociali (lotta alle disuguaglianze).

L’ennesima operazione trasformistica e mistificatoria che lo scafato Enrico di lungo corso non espliciterà mai. A differenza della sua interfaccia serale – con Lilli Gruber, madrina dello spazio cult “Otto e mezzo” – in cui la missione perseguita insistentemente dalla padrona di casa risulta quella di far riconoscere, a un quartetto di ospiti a rotazione, il principio apodittico che la premier sta mostrando la corda nelle trasformazioni in atto, sia a livello nazionale che internazionale. Seppure un contesto di non facile decifrazione, che mette a dura prova la boccheggiante conduttrice e le sue categorie analitiche burocratico-semplificatrici, riproposte come articoli di fede; nonostante le periodiche sfuriate di Massimo Cacciari, insofferente della doccia di banalità a cui è sottoposto dalla sua imperterrita intervistatrice: il femminismo delle quote rosa, il politicamente corretto, l’antifascismo labiale e – ultima ma non ultima – la mitica meta agognata di un salvifico Campo Largo.

Quel retro-pensiero come un chiodo solare, che una Gruber fissata nel convincimento che le operazioni politiche si riducono a semplici addizioni contabili da bancario, ha esplicitato martedì scorso, esibendo un’espressione da Alice nel Paese delle meraviglie : mentre sullo schermo compariva la rituale diapositiva dell’attuale conglomerato progressista – Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli – evocato il solito feticcio del programma (vulgo, “libro dei sogni”), la nostra Lilli-Alice sparava finalmente il suo “colpo delle cento pistole”. Ossia l’appello a Schlein e Conte – indigesti a chi piace alla gente che piace, perché irrispettosi delle regole del gioco care ai manovratori occulti (nomi a caso: i cacicchi, i giornali padronali, la scalcagnata finanza nostrana e chi più ne ha più ne metta) – perché si facciano finalmente da parte . Perché succeda che cosa? Affinché possa finalmente scendere in campo un federatore . E non ci si lancia in un eccessivo processo alle intenzioni inferendo che la San Giovanni predicatrice dell’avvento di questo federatore-messia continui a pensarlo al femminile.

Dunque la “rieccola permanente” Silvia Salis , o qualcosa che le assomigli. Che, prendendo come prototipo l’attuale sindaca di Genova, rappresenti ciò che i critici dei modelli linguistici dell’Intelligenza Artificiale senziente, operazione mediatica d’annata, definiscono “pappagallo stocastico”; lo stochastic parrot che genera testi prevedendo le parole successive in base a calcoli statistici (stocastici) senza alcuna comprensione del loro significato.

Tradotto nella nostrana politica personalizzata, questo personaggio “gobbo-munita” (intendendo per “gobbo” la versione gergale di “teleprompter”. Lo strumento che permette di leggere un discorso scorrevole su uno schermo mantenendo il contatto visivo con il pubblico o la telecamera) che ripete con garbo e determinazione – appunto, pappagallescamente – i testi che le hanno predisposto i suoi consulenti di comunicazione, da Matteo Renzi al marito, il regista Fausto Brizzi. E a oggi non ha affrontato un problema di Genova. Dunque perfetta come speaker di un’operazione centrista , che riporta le lancette della politica agli anni Sessanta: la costruzione del Campo (più Santo che Largo) che taglia le punte radicali, tali da riportare ancora una volta al voto gli aventiniani, e imbarca tutto il generone del politicantato opportunista, da Carlo Calenda a Forza Italia rimessa in pista dall’ennesimo Berlusconi-washing. Operazione di sicuro perdente, ma perfettamente in linea con l’italico gattopardismo: bisogna che tutto cambi perché nulla cambi.

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Il Fatto QuotidianoIndependentLeft3 days ago
The anti-Melons and the Federation hunt: are stochastic parrots being sought?

The article discusses La7, an Italian television channel led by Enrico Mentana, and its perceived opposition to Giorgia Meloni, Italy’s current prime minister. It critiques Mentana’s stance against Meloni, suggesting it represents a softer alternative to the current right-wing government, which has faced challenges following the March referendum results. The piece references Sara Wagenknecht, a former member of Germany’s Die Linke, who describes this emerging political direction as a form of neoliberalism attentive to civil rights but indifferent to political and social rights such as true民主和对

Bias read (Left): The article frames La7 as an alternative to the current right-wing government, using critical language toward Meloni's policies and aligning with leftist perspectives through references to Sara Wagenknecht. The tone suggests skepticism toward the current government and leans toward progressive views