Ma chi sono gli autori citati nella Maturità 2026? Che piacciano o meno le proposte, si tratta di scrittori poco conosciuti al grande pubblico tra cui Frank Furedi, un sociologo e intellettuale britannico di origine ungherese, noto per le sue posizioni conservatrici in tema di cultura, educazione e libertà di espressione molto vicine a Viktor Orbán . Tra le tracce del testo argomentativo è spuntato lui con un brano, tratto dal libro da “I confini contano. Perché l’umanità deve scoprire l’arte di tracciare frontiere” (Meltemi). I suoi studi si sono concentrati sulla sociologia della conoscenza e dell’educazione, sul ruolo della paura e dell’incertezza, nonché sulle guerre culturali nelle società occidentali. È autore di venti libri, tra i quali ricordiamo le traduzioni in italiano: “ Il nuovo conformismo” (2005), “ Che fine hanno fatto gli intellettuali?” (2007) e “Fatica sprecata” (2012). In passato proveniva dalla sinistra radicale, ma negli ultimi decenni è diventato una figura influente negli ambienti conservatori europei. Non è consigliere personale diretto di Orbán ma dal 2021 dirige MCC Brussels, il centro europeo del Mathias Corvinus Collegium (MCC), un’istituzione finanziata attraverso fondi e asset trasferiti dal governo ungherese vicino al partito di Orbán, Fidesz.
L’autore ha spesso difeso il governo Orbán dalle critiche provenienti da istituzioni europee e dai media occidentali, soprattutto sui temi della sovranità nazionale, dell’immigrazione, della famiglia tradizionale e della libertà di espressione. Lo scrittore sostiene che oggi il conflitto politico non riguardi soltanto economia o istituzioni, ma soprattutto valori, identità e cultura; una visione nazional-conservatrice che valorizza sovranità nazionale, tradizioni e famiglia. Va precisato che da quando governa la Destra in Italia, il suo rapporto con il nostro Paese si è intensificato.
Altro nome poco conosciuto è quello di Wenke Husmann con un suo articolo pubblicato su “ Internazionale ”. Wenke Husmann è una giornalista e autrice tedesca. Lavora da molti anni per “ Die Zeit” . Non è conosciuta come romanziera o poetessa ma come giornalista culturale. Gli articoli di Wenke Husmann si muovono spesso dentro territori vicini alla vita delle persone: famiglia, relazioni, emozioni, cultura, comportamenti sociali, modi di guardare il mondo. “ Internazionale ” ha pubblicato diversi articoli ripresi da lei.
Tra gli sconosciuti ai ragazzi anche Vitaliano Brancati, nome assolutamente nuovo all’Esame di Stato. Difficile trovarlo tra gli scrittori che si studiano a scuola. Brancati (1907-1954) è stato uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento. Siciliano, ha trascorso gran parte della giovinezza a Catania. Negli anni giovanili ha aderito al fascismo, ma in seguito se ne è distaccato, sviluppando una visione critica che emerge chiaramente nelle sue opere. Tra i suoi lavori più celebri troviamo: “Don Giovanni in Sicilia” (1941): una satira della mentalità maschile siciliana e del mito del seduttore. “ Gli anni perduti” (1944): una critica allegorica del regime fascista. “Il bell’Antonio” (1949): considerato il suo capolavoro che affronta il tema dell’apparenza sociale e della virilità maschile.
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