Josip Dabro, un membro del partito al governo della Croazia Domovinski Pokret (Home Front), ha scatenato polemiche con una dichiarazione pubblica che esorta ad azioni violente contro i migranti clandestini. , condannato a sei anni e mezzo di carcere per aver aggredito sessualmente una donna nepalese che aveva detenuto per oltre 20 ore. Dabro ha inquadrato il caso come parte di un più ampio modello di comportamento criminale tra i migranti senza documenti, sostenendo che a tali individui non dovrebbero essere concesse protezioni legali o un giusto processo.
Il post, intitolato "Principio di prevenzione dello Stato nei confronti dei migranti clandestini: non c'è dialogo con il male, bisogna sparargli", accusa le autorità di non riuscire a deportare efficacemente i recidivi nonostante i ripetuti procedimenti legali. , che ha avuto lo status di richiedente asilo per anni, ha commesso più gravi reati, ma rimane nel paese perché continua a chiedere asilo.
Il messaggio, ha sostenuto, è un appello diretto a tutti in tutto il mondo a "venire e soddisfare liberamente i loro desideri più perversi" senza conseguenze, implicando che i migranti clandestini ricevono alloggio gratuito, cibo e persino accesso alle armi. Dabro ha ulteriormente suggerito che la situazione riflette la crescente insicurezza in Europa, sottolineando i rapporti di aggressioni contro agenti di polizia, pestaggi, omicidi e combattimenti di massa in città come Zagabria e altre capitali europee.
La sua risposta ha incluso diverse soluzioni proposte, tra cui l'uso della forza letale contro i migranti illegali durante i tentativi di attraversamento delle frontiere. Ha sottolineato che la sicurezza nazionale deve avere la precedenza, affermando che le norme internazionali non dovrebbero impedire agli stati di proteggersi con tutti i mezzi necessari, incluso l'intervento armato.
Žarko Puhovski, un analista politico, ha paragonato l'approccio di Dabro a quello dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, osservando che tale retorica spesso precede il conflitto e non sempre finisce bene. Puhovski ha sostenuto che Dabro interpreta erroneamente una tendenza globale, utilizzando metodi populisti radicati nella percezione piuttosto che in prove fattuali. Ha sottolineato che i dati provenienti da paesi con maggiori popolazioni di immigrati non mostrano un aumento significativo dell'attività criminale rispetto ai cittadini nativi, suggerendo che le affermazioni di Dabro non hanno un supporto empirico. Petar Tanta, un esperto di comunicazione, ha descritto i messaggi di Dabro come una forma di "esca rabbiosa", contenuti progettati per provocare indignazione e diffondere disinformazione.
Tanta ha avvertito che tali tattiche rischiano di alienare lavoratori rispettati e alimentare l'ostilità verso gli immigrati, in particolare in contesti in cui le condizioni economiche sono stabili. Ha sottolineato che molti lavoratori stranieri contribuiscono positivamente a settori come il turismo e i servizi, ma le dichiarazioni di Dabro potrebbero esacerbare le tensioni rafforzando gli stereotipi negativi.
Mentre alcuni sostenitori sostengono che la sua posizione rifletta una legittima preoccupazione per la sicurezza nazionale, gli oppositori avvertono che tale retorica rischia di normalizzare misure estreme e di erodere la coesione sociale.
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