Secondo la dottoressa Lynn Pattimakiel, specialista della salute femminile, questo fenomeno comune, a volte descritto come quasi impossibile da resistere, non è solo una risposta psicologica, ma biologica. La reazione del corpo ai cambiamenti dei livelli ormonali, in particolare del progesterone e dell'estradiolo, può portare a un'aumentata voglia di cibi ricchi di calorie, che possono avere un significato evolutivo.
I sintomi iniziano tipicamente durante la fase luteale tardiva del ciclo mestruale, approssimativamente da cinque a dieci giorni prima dell'inizio delle mestruazioni. Durante questo periodo, i livelli ormonali subiscono rapidi cambiamenti, contribuendo a sensazioni di fame, cambiamenti di umore e stanchezza, caratteristiche della sindrome premestruale (PMS). Mentre questi sintomi possono apparire casuali, in realtà sono risposte a specifici cambiamenti fisiologici all'interno del corpo.
Il suo fascino risiede nella sua composizione: zucchero, carboidrati e piccole quantità di composti come la caffeina, il magnesio, il triptofano, la feniletilamina e la teobromina. Insieme, questi elementi rendono il cioccolato uno stimolante efficace per aumentare l'energia, la vigilanza e l'umore, un effetto che è particolarmente prezioso quando queste qualità mancano. Tuttavia, mentre il cioccolato può offrire un sollievo temporaneo, un consumo eccessivo potrebbe contribuire all'infiammazione e peggiorare i sintomi della sindrome premestruale.
Lo zucchero fornisce un rapido aumento di energia, ma i suoi effetti sono fugaci, spesso seguiti da un crollo che lascia le persone più stanche di prima. Le voglie di pane, pasta e prodotti da forno possono riflettere il bisogno del corpo di carburante rapido, ma l'eccesso di carboidrati raffinati può portare a fluttuazioni di zucchero nel sangue e esacerbare la fatica. Anche le voglie di cibi salati e grassi sono comuni, anche se possono segnalare cose diverse. Alcune donne riferiscono un aumento del desiderio di spuntini salati, probabilmente legati alla ritenzione idrica e ai cambiamenti dell'equilibrio dei fluidi.
Nel frattempo, un desiderio di cibi più grassi potrebbe indicare la necessità di un maggiore apporto di proteine, poiché le proteine possono promuovere la sazietà e potenzialmente ridurre la voglia di spuntini malsani. Le fonti di proteine magre come pollo, pesce o verdure a foglia verde sono raccomandate come alternative più sane. La questione se indulgere in queste voglie rimane complessa. Mentre i dolci occasionali sono accettabili, la dipendenza regolare da cibi ad alto contenuto calorico e trasformati può peggiorare i sintomi della sindrome premestruale, tra cui gonfiore, crampi e disagio emotivo.
La pianificazione strategica dei pasti e la consapevolezza di come determinati alimenti influenzano l'organismo possono dare alle donne la possibilità di gestire più efficacemente il loro appetito durante questo periodo.
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