Gli storici hanno tradizionalmente considerato le donne nelle antiche fattorie romane come semplici "casalinghe", concentrandosi sui compiti domestici piuttosto che sui contributi economici. Tuttavia, un nuovo studio sfida questo punto di vista, sostenendo che i manager delle fattorie femminili, chiamati "vilicas", erano centrali nella produzione di beni di alto valore come vino e olio d'oliva, che erano cruciali per la redditività agricola. La ricerca evidenzia come i testi romani, incluso un manuale agricolo del I secolo d.C. di Columella, descrivono le vilicas come supervisori di processi complessi come l'estrazione del succo d'uva, l'aromatizzazione e la fermentazione. Queste donne gestivano operazioni su larga scala essenziali per il funzionamento delle tenute, ma i loro ruoli erano spesso fraintesi a causa dei riferimenti a testi filosofici greci come quello di Senofonte, che enfatizzavano l'indoorità.
Lettura del bias (Centro): Mentre l'articolo discute l'interpretazione storica e sfida le visioni tradizionali dei ruoli di genere nell'agricoltura, presenta i risultati come una borsa di studio accademica piuttosto che assumere una posizione partigiana.






