Andy Burnham si sta preparando a prendere una decisione cruciale sul fatto di consentire la trivellazione di petrolio e gas nel Mare del Nord, in particolare per quanto riguarda il giacimento petrolifero di Rosebank, mentre si chiudono le consultazioni pubbliche sul progetto. La decisione, che potrebbe plasmare il futuro del settore energetico del Regno Unito, ha suscitato un intenso controllo da parte di gruppi ambientalisti, fazioni politiche e leader del settore.
Il periodo di consultazione per il progetto Rosebank si è concluso lunedì, segnando la fase finale prima che Burnham prenda la sua decisione. Una consultazione separata sul giacimento di gas Jackdaw, situato a 150 miglia a est di Aberdeen, si è conclusa anche la scorsa settimana. Entrambi i progetti avevano inizialmente ricevuto l'approvazione dal precedente governo conservatore, ma quelle approvazioni sono state annullate in seguito a una contestazione legale da parte di Greenpeace. Questo rovesciamento legale ha posto l'autorità finale su Burnham, che ora deve valutare le implicazioni economiche e ambientali della concessione di licenze per entrambi i siti.
Burnham ha espresso una posizione pragmatica sulla questione, suggerendo che il proseguimento del perforazione nel Mare del Nord potrebbe servire come misura di transizione verso un futuro energetico più pulito. Il presidente statunitense Donald Trump alla fine di luglio ha accennato alla possibilità di perforazioni future, affermando che il Regno Unito non dovrebbe ignorare la risorsa disponibile in tempi di difficoltà.
Gruppi di campagna come Stop Climate Chaos Scotland e Greenpeace hanno avvertito che le emissioni di carbonio per tutta la vita derivanti dagli sviluppi proposti potrebbero portare a decine di migliaia di ulteriori morti legate al calore a livello globale entro la fine del secolo.
Zack Polanski, leader dei Verdi, ha dichiarato che l'approvazione di Jackdaw e Rosebank sarebbe un fallimento del dovere, notando che il numero di posti di lavoro generati sarebbe minimo rispetto ai benefici per le società di combustibili fossili.
Il deputato scozzese Graeme Downie ha avvertito che il ritardo dei progetti potrebbe portare a una perdita di investimenti e opportunità di lavoro, potenzialmente spingendo il settore petrolifero e del gas del Regno Unito in declino. I leader del settore, tra cui David Whitehouse di Offshore Energies UK, hanno sottolineato che la produzione nazionale rimane cruciale per ridurre la dipendenza dalle importazioni e garantire una fornitura stabile di energia.
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