Un giudice federale di Washington, D.C., ha negato la richiesta del Dipartimento di Giustizia (DOJ) degli Stati Uniti di ottenere la lista elettorale completa della città, ritenendo che l'agenzia non avesse l'autorità legale per costringere la città a fornire informazioni personali sensibili come nomi, date di nascita e numeri di identificazione. La decisione è stata emessa dal giudice distrettuale Randolph Moss, nominato da Obama, che ha dichiarato che mentre il Civil Rights Act del 1960 consentiva al DOJ di richiedere le registrazioni degli elettori individuali, non autorizzava l'accesso alla lista elettorale completa della città. Questo segna un altro passo indietro per gli sforzi dell'amministrazione Trump di esaminare l'ammissibilità degli elettori. Il DOJ ha cercato i dati per controllare i database federali e identificare individui potenzialmente non idonei, come i votanti defunti o i non cittadini. Il giudice ha sottolineato che le liste elettorali, create dai registri degli stati, non "entrano in possesso" della legge elettorale del 1960 e quindi non sono coperti da richieste simili emesse dai funzionari eletti da Trump e quindi non sono coperti dalle decisioni del Maryland.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto equilibrato degli argomenti legali e delle decisioni giudiziarie senza favorire apertamente nessuna delle due parti.




