L'amministrazione Trump ha intensificato le sue operazioni di intelligence a Cuba, segnalando una nuova fase nella sua strategia verso il regime comunista, secondo due persone familiari con gli sviluppi. La presenza dell'intelligence statunitense segue una spinta più ampia per sfidare le minacce percepite rappresentate dall'Avana, in particolare a causa dei suoi legami con paesi come Russia, Cina e Iran. La mossa riflette un cambiamento di attenzione all'interno della politica estera dell'amministrazione, sottolineando la sorveglianza e la preparazione rispetto al tradizionale impegno diplomatico.
Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti hanno rafforzato le proprie risorse di intelligence sull'isola, che alcuni descrivono come una sostanziale espansione del ruolo della Central Intelligence Agency nella regione. Queste azioni suggeriscono una prontezza per una varietà di potenziali operazioni, che vanno dalla pressione diplomatica alle misure di controspionaggio e persino alle preparazioni per scenari militari. Tuttavia, i funzionari avvertono che un conflitto militare diretto rimane improbabile in questa fase. Questa maggiore attività di intelligence coincide con la designazione dell'amministrazione di Cuba come un obiettivo chiave nella sua campagna contro i regimi avversari nell'emisfero occidentale.
I funzionari sostengono che il governo cubano rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale data la sua vicinanza agli Stati Uniti, a soli 90 miglia di distanza, e il suo presunto coinvolgimento in attività rivoluzionarie globali. Il Segretario di Stato Marco Rubio, la cui famiglia è fuggita da Cuba durante l'ascesa al potere di Fidel Castro, ha posizionato la lotta contro il regime cubano come una pietra angolare dei suoi obiettivi di politica estera. L'influenza di Rubio è evidente nel recente rilascio di un rapporto completo di 99 pagine dal Dipartimento di Stato, che accusa Cuba di spionaggio esteso, diffusione ideologica e sostegno a gruppi rivoluzionari in tutto il mondo.
Il documento evidenzia il successo storico di Cuba nella diffusione di ideologie di sinistra piuttosto che affidarsi esclusivamente alla potenza militare. Inoltre afferma che l'Avana ha coltivato reti influenti sia a livello nazionale che internazionale, contribuendo alla sua posizione geopolitica nonostante il suo limitato potere militare convenzionale. L'amministrazione ha costantemente descritto Cuba come una crescente preoccupazione per la sicurezza, soprattutto considerando le sue alleanze con nazioni come Russia, Cina e Iran.
Gli sforzi per esercitare pressioni su Cuba hanno incluso l'imposizione di nuove sanzioni e un embargo energetico, che hanno portato a gravi carenze di elettricità sull'isola.
Le agenzie di intelligence hanno tradizionalmente mantenuto una presenza a Cuba, il miglioramento di queste capacità consentirebbe agli Stati Uniti una maggiore visione delle strutture militari del governo cubano, degli apparati di intelligence e delle relazioni internazionali.
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