Gli aerei da guerra israeliani hanno colpito la base aerea militare di Abu al-Duhur nella campagna di Idlib, nel nord-ovest della Siria, nelle prime ore del mattino del giorno precedente. Secondo la televisione statale siriana, citando una fonte militare, il raid aereo ha preso di mira la pista e i magazzini della base in otto attacchi separati.
Nonostante la sua inattività, il sito conserva un'importanza strategica a causa della sua posizione lungo una rotta di transito che collega le province di Hama e Aleppo e la sua vicinanza al deserto siriano. Il significato dell'attacco si estende oltre il conflitto immediato tra Israele e Siria. L'ufficio del primo ministro israeliano ha citato un presunto accordo preliminare con il governo di Damasco per quanto riguarda il mantenimento di uno "status quo" nella sfera della sicurezza.
Secondo Al-Araby Al-Jadeed, la delegazione ha valutato gli sforzi in corso per ripristinare la funzionalità della base. Le fonti di terra hanno affermato che i lavori iniziali erano in corso per riportare la pista in funzione, con alcune apparecchiature di comunicazione già installate. Inoltre, un drone di ricognizione di tipo Bayraktar è stato osservato operare nelle vicinanze.
Dopo la partenza della delegazione, un aereo da ricognizione israeliano è stato notato circondare la base, seguito dall'attacco aereo diverse ore dopo. Relazioni simili sono state condivise dall'Osservatorio siriano per i diritti umani. Tuttavia, queste affermazioni non sono state sfidate. Un funzionario turco, parlando con Axios, con sede negli Stati Uniti, ha negato le notizie di una presenza militare turca ad Abu al-Duhur. Questa discrepanza evidenzia l'ambiguità che circonda la situazione e solleva dubbi sull'accuratezza delle informazioni disponibili. Le narrazioni contrastanti sottolineano la complessità delle dinamiche della regione, in cui più attori operano con vari gradi di trasparenza.
Sia Ankara che Damasco hanno emesso forti condanne agli attacchi aerei israeliani. Il Ministero degli Esteri turco ha caratterizzato gli attacchi come una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Siria. Ha respinto le accuse dell'ufficio del primo ministro israeliano contro la Turchia, definendole "frivole" e suggerendo che avessero lo scopo di giustificare gli attacchi. La dichiarazione ha sottolineato il continuo impegno della Turchia a cooperare con Damasco su una base legittima per raggiungere la pace, la stabilità e la prosperità in Siria.
Una fonte diplomatica del Ministero degli Esteri siriano, parlando con Al Jazeera, ha dichiarato che non c'era alcun accordo di sicurezza formale che limitasse la capacità della Siria di sviluppare le sue istituzioni civili o militari. La stessa fonte ha affermato che Israele era stato informato che nessuna forza straniera era presente ad Abu al-Duhur al momento dell'attacco.
Tom Barrack, l'inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria e ambasciatore ad Ankara, ha espresso le sue opinioni sull'incidente, affermando che l'attacco israeliano rifletteva una "percezione, giusta o sbagliata", che la Turchia potrebbe aumentare la sua presenza nella base nel prossimo futuro.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore