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La battaglia contro l'Iran potrebbe rimodellare la mappa del potere mediorientale, dice un analista.
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La battaglia contro l'Iran potrebbe rimodellare la mappa del potere mediorientale, dice un analista.

Un esperto di relazioni internazionali iraniano-italiano, Pejman Bijan, sostiene che le tensioni in corso con l'Iran potrebbero alterare significativamente l'equilibrio di potere in Medio Oriente e oltre. Egli vede la situazione come parte di una più ampia lotta geopolitica che coinvolge gli Stati Uniti, la Cina e la Russia, con l'Europa che gioca un ruolo indebolito a causa della sua mancanza di una politica estera unificata. Bijan suggerisce che il futuro della regione dipende dal fatto che un nuovo ordine basato sulla libertà politica e la cooperazione possa emergere prima che un blocco rivale si solidifichi.

L'evoluzione della posizione geopolitica dell'Iran in mezzo all'intensificazione delle dinamiche regionali e globali ha scatenato discussioni su come l'equilibrio di potere in Medio Oriente e oltre potrebbe cambiare, secondo Pejman Bijan, un accademico irano-italiano specializzato in relazioni internazionali.

Secondo Bijan, gli Stati Uniti rappresentano una sfera associata alle democrazie liberali, mentre la Cina e la Russia sono legate a regimi autoritari e narrazioni controllate dallo stato.

Bijan ha sottolineato la complessità della relazione dell'Europa con l'Iran, sottolineando una divisione tra diverse fazioni politiche. Da un lato, i gruppi di centro-sinistra si sono impegnati con elementi riformisti all'interno del governo iraniano, compresi ex leader come Hassan Rouhani e Mohammad Khatami. Questi sforzi sono stati rispecchiati da funzionari europei come Federica Mogherini e Josep Borrell, che hanno perseguito il dialogo con la leadership iraniana.

"Questo gruppo, ha spiegato, sta spingendo per maggiori libertà politiche e riforme democratiche all'interno della Repubblica Islamica. Bijan ha anche esaminato le implicazioni del recente Accordo di Difesa Congiunta della Mecca firmato da Arabia Saudita, Pakistan e Turchia. Ha visto questo patto come un riflesso di traiettorie politiche ed economiche divergenti, con un percorso che porta verso il Corridoio Economico India-Middle East-Europa (IMEC). Questo ambizioso progetto infrastrutturale, annunciato durante il vertice del G20 nel 2023, mira a creare una rete commerciale e di trasporto globale che colleghi l'India con l'Europa attraverso il Golfo Persico, gli stati arabi e Israele.

Per realizzare il pieno potenziale dell'IMEC, Bijan ha sottolineato l'importanza di attuare gli Accordi di Abraham, che hanno facilitato nuovi legami diplomatici tra Israele e diverse nazioni arabe. Ha immaginato un percorso che si estende da Mumbai attraverso gli Emirati Arabi Uniti e il porto di Haifa in Israele, raggiungendo infine il Mediterraneo e il porto italiano di Trieste. Il ruolo dell'Europa in questo scenario di sviluppo rimane incerto, secondo Bijan. Mentre il continente possiede credenziali democratiche storiche e notevole influenza economica, manca di una politica estera coesa in grado di contrastare la crescente influenza della Russia e della Cina.

Ha avvertito che l'incapacità dell'Europa di forgiare una strategia unificata la lascia in disparte nelle decisioni globali critiche che riguardano il Medio Oriente. Mentre le tensioni continuano a bollire nella regione, le scelte fatte sia dall'Iran che dai suoi vicini probabilmente plasmeranno il panorama geopolitico per gli anni a venire. Con molteplici percorsi emergenti, la direzione del Medio Oriente e il suo impatto sul resto del mondo rimane fluida e imprevedibile.

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La battaglia contro l'Iran potrebbe rimodellare la mappa del potere mediorientale, dice un analista.

Un esperto di relazioni internazionali iraniano-italiano, Pejman Bijan, sostiene che le tensioni in corso con l'Iran potrebbero alterare significativamente l'equilibrio di potere in Medio Oriente e oltre. Egli vede la situazione come parte di una più ampia lotta geopolitica che coinvolge gli Stati Uniti, la Cina e la Russia, con l'Europa che gioca un ruolo indebolito a causa della sua mancanza di una politica estera unificata. Bijan suggerisce che il futuro della regione dipende dal fatto che un nuovo ordine basato sulla libertà politica e la cooperazione possa emergere prima che un blocco rivale si solidifichi.

Lettura del bias (Centro): Mentre l'articolo tratta un argomento politicamente carico, tensioni geopolitiche e dinamiche di potere, presenta un'analisi equilibrata di diverse prospettive senza favorire apertamente una particolare ideologia.

Perché fattualità (75): The article presents analysis from an expert, Pejman Bijan, discussing potential shifts in Middle Eastern power dynamics. While there is no primary source document, the claims align with common geopolitical analyses of the time. The article references the involvement of major powers like the U.S., C

Perché obiettività (65): The article uses emotionally charged language such as 'battle,' 'reshape,' and 'prevail,' suggesting a clear ideological stance favoring democratic systems over authoritarian regimes. It frames the situation as a conflict between different global orders, which may bias the reader's perception. The f

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