La siccità prolungata e il caldo estremo hanno scatenato gravi sfide per i sistemi di generazione di energia in tutta l'Europa centrale e sud-orientale, secondo quanto riportato dai media locali.In Ungheria, la situazione ha raggiunto livelli critici, con le autorità che hanno istituito una task force di emergenza per gestire la crisi energetica.La causa principale è il livello d'acqua record del fiume Danubio combinato con temperature elevate, che complicano le operazioni di raffreddamento alla centrale nucleare di Paks.
L'impianto, che generalmente genera circa 2.000 megawatt, ha funzionato a solo il 10% della sua capacità a causa di livelli idrici insufficienti, con funzionari che avvertono che potrebbe essere completamente chiuso se le condizioni peggiorano.
Il direttore di ELES, Aleksander Mervar, ha proposto di allentare temporaneamente le restrizioni ambientali per evitare potenziali instabilità nella rete di trasmissione della Slovenia. Tuttavia, il Ministero dell'Ambiente sta ancora esaminando questa proposta.
L'impianto deve continuare a monitorare sia la temperatura media giornaliera che il tasso di aumento della temperatura lungo il fiume Sava per mantenere condizioni operative sicure. Se queste soglie vengono superate, vi è la possibilità di ridurre la produzione del reattore, portando potenzialmente a una graduale chiusura delle operazioni. Nel frattempo, le centrali idroelettriche rimangono non influenzate dalle attuali condizioni idrologiche, poiché i livelli dei serbatoi nella regione sono all'interno di intervalli normali per questo periodo dell'anno.
Nonostante queste misure, la situazione rimane precaria, in particolare in Serbia, dove le autorità descrivono le condizioni energetiche come gravi e difficili. In Serbia, gli effetti della siccità stanno diventando sempre più visibili, specialmente nella regione della Vojvodina, dove l'irrigazione dal sistema Danubio-Tisza-Danubio è minacciata. Tre comuni hanno dichiarato situazioni di emergenza e gli idrologi prevedono ulteriori cali dei livelli dell'acqua fino a 15 centimetri nei prossimi giorni. A Bezdan, il livello dell'acqua è già sceso a 137 centimetri sotto zero, vicino al record storico di 143 centimetri.
In Croazia, le immagini di droni rilasciate da Associated Press hanno rivelato oggetti nascosti sotto il letto del fiume, tra cui resti di navi dell'era della seconda guerra mondiale, armi e persino auto sommerse. In Ungheria, la centrale nucleare di Paks è stata costretta a interrompere le operazioni per la prima volta in 44 anni, segnando un cambiamento significativo nella strategia energetica del paese. Il premier Péter Magyar ha annunciato che la produzione era scesa da 2.000 a soli 240 megawatt prima che la centrale fosse completamente chiusa.
Per affrontare la crisi, le autorità ungheresi hanno attuato diverse misure, tra cui la sospensione temporanea del traffico dei treni merci durante le ore di punta e l'incoraggiamento dei lavoratori del settore pubblico a lavorare a distanza. Il Servizio meteorologico nazionale, HungaroMet, ha avvertito di temperature superiori a 40 gradi Celsius nei prossimi giorni, con un picco di 42 gradi Celsius previsto per giovedì, corrispondente ai record nazionali estivi. In Romania, i militari sono stati chiamati ad aiutare a reindirizzare il flusso d'acqua verso la centrale nucleare di Cernavoda facendo esplodere una formazione rocciosa nella curva del fiume Bălă.
Oltre 100 soldati e 16 unità tecniche sono stati schierati per effettuare l'operazione, che ha coinvolto lo spruzzo subacqueo controllato per liberare il percorso per un aumento dell'approvvigionamento idrico. Il Danubio, una volta una linea di salvezza per il trasporto e l'industria, sta ora rivelando il suo passato nascosto, con scoperte inaspettate che emergono dalle sue profondità.
Analogamente, in Bulgaria i ricercatori hanno scoperto ciò che sembrano essere i resti di un mammut, mentre in Ungheria numerosi relitti e altri manufatti sono emersi dal letto del fiume, offrendo uno sguardo alla complessa storia della regione.
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