L'articolo riporta che l'Alta Corte degli Offensi ha confermato che Miro Bulj aveva ragione nella sua decisione di rifiutare l'attuazione dei certificati COVID nell'amministrazione comunale di Sinj durante la pandemia. Questa sentenza sostiene la posizione di Bulj che ha legalmente protetto l'uguaglianza e la dignità di tutti i cittadini rifiutando di applicare misure discriminatorie. L'articolo evidenzia che questa decisione è arrivata dopo oltre quattro anni e si allinea con le affermazioni fatte dalla parte Most, che afferma che le autorità locali come Bulj hanno resistito alle politiche imposte da personaggi come Andrej Plenković, Vili Beroš, Davor Božinović e il Servizio di protezione civile, che hanno sostenuto di dividere i cittadini in gruppi "conformi" e "non conformi". L'articolo sottolinea che il tribunale ha stabilito che le accuse contro Bulj non erano legalmente giustificate e mancavano di elementi essenziali di violazione, indicando che l'ispettore di Stato ha agito senza chiedere una adeguata base legale.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra il conflitto come una lotta tra funzionari locali che resistono a discriminazioni motivate politicamente e autorità nazionali che applicano politiche restrittive.






