Più di 500 persone hanno cercato rifugio in mare durante un incendio catastrofico vicino a Omis, in Croazia, spingendo i servizi di emergenza e i residenti locali a lanciare un'operazione di soccorso su larga scala. Secondo i rapporti, oltre 20 barche private hanno unito le forze con l'Autorità Portuale, la polizia, i funzionari doganali e altre agenzie per assistere le persone bloccate. L'incidente si è svolto in mezzo a fumo denso e venti forti, creando condizioni pericolose sia per le vittime che per i soccorritori. Il dramma è iniziato quando centinaia di persone sono fuggite dalle fiamme e si sono ritrovate intrappolate lungo la costa. Molti si sono rivolti al mare come ultima opzione per la sopravvivenza, nuotando verso la riva o in attesa di aiuto.
Mario Popovac, un residente locale che ha partecipato al salvataggio, ha descritto le scene strazianti a cui ha assistito. Ha raccontato come lui e i suoi amici si sono diretti con la loro barca verso la zona dove le persone erano state tagliate fuori. Mentre navigavano attraverso il fumo e il vento, hanno sentito grida provenienti dall'acqua. Popovac ha fermato la sua barca e ha visto decine di persone che lottavano in mare.
I genitori hanno tentato disperatamente di trattenere i loro bambini, ma onde e vento hanno reso il compito quasi impossibile. I primi tentativi erano caotici, ma dopo un po 'di tempo, le persone sulla spiaggia hanno iniziato a gridare, rendendo più facile l'avvicinamento dei soccorritori. Popovac ha spiegato che il gruppo inizialmente non poteva vedere le persone a causa del fumo denso, ma hanno seguito le loro urla invece.
Molti cittadini si sono uniti allo sforzo, usando le loro barche personali per trasportare i sopravvissuti in salvo. Un esempio citato è stato un amico di Popovac che ha usato una piccola barca lunga quattro metri per trasportare 20 persone prima di trasferirle su una nave più grande per un passaggio sicuro.
Le persone hanno dato tutto ciò che avevano per tirare gli altri in salvo, evidenziando lo spirito collettivo tra i locali durante questa crisi. Nel frattempo, diverse città hanno già contribuito con un sostegno finanziario per aiutare Omis nei suoi sforzi di recupero. Città come Pula, Sinj, Vukovar e Baška Voda hanno promesso assistenza. Tuttavia, l'entità finale del danno deve ancora essere determinata, anche se le valutazioni preliminari suggeriscono che le perdite saranno sostanziali. I residenti stanno iniziando a tornare a casa nelle aree in cui è stata ripristinata l'alimentazione elettrica, anche se molti rimangono senza case, denaro, foto di famiglia e ricordi cari.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore